Luca Guerneri ricorda Seamus Heaney

Iris di Kolibris

heaney1Era il giugno del 1991 e io, dopo sei mesi passati a Galway, dovevo rientrare in Italia perché il mio Erasmus era finito. Avevo scelto l’Irlanda perché la tesi era a tiro e volevo farla su un autore che non fosse ‘mainstream’, che fosse un contemporaneo, che da noi non lo conoscesse nessuno, insomma volevo fare la tesi che ogni studente di letteratura inglese, almeno ai miei tempi, desiderava fare.
L’anno prima di partire mi era capitato tra le mani un volumetto sdrucito della Faber, scritto da un poeta irlandese. Il libretto si chiamava Death of a Naturalist e, chiedendo in giro, nessuno mi aveva saputo dire niente. Era un ottimo inizio. Solo poi avrei scoperto che era giù uscito un volume della Fondazione Piazzolla curato da Franco Buffoni e che Mondadori stava pubblicando Station Island. Dalle parti dell’università di Bologna, almeno dalle parti che frequentavo io, di quel…

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