FALLEN ANGEL

Una poesia di Massimo Botturi. Una delle sue perle.

massimobotturi

Canto come posso,
con il mio unguento alare
con le cartucce fatte in biosfera, innocue
vane.
E canto come appare tra i nespoli lo sciame
il vasellame rotto e pestato
i sassi bruni, scalfiti da una pioggia patetica e infantile.
E canto della grazia perduta il mendicare
la tavola dei cavoli cotti e il pane duro,
la luce sotterranea del padre che prepara
caffè prima di arrendersi al giorno.
Canto il miglio
la strada per la scuola che sembra un pesce molle
una frattura in mezzo a gramigne e boschi argento.
E canto la compagna di banco, il suo bocciolo
la voglia che ho di rompere schemi, indugi
e andare
per lei rubare il meglio che spunta da un giardino.
E canto questo odore che indosso di Marsiglia
la naftalina degli ammalati
il vento australe, di quando tra le cosce tue forti faccio l’uomo.
E canto le preghiere dei tanti…

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