Fosca Massucco – Tre poesie tratte dalla raccolta “Per distratta sottrazione” (Raffaelli editore)

Fosca Massucco: Tre testi dalla raccolta “Per distratta sottrazione”

Si potrebbe perdere un’acca o l’ombrello,
un ricordo doloroso, la testa per un critico,
la garanzia che per un paio d’anni
qualcuno aggiusti gratis tutti i cocci
sostituisca i fusibili, speli i fili e le vene.

larosainpiu

per_distratta_sottrazione

Il disordine composto della piana
nel mese mercedonio, i campi gonfi
d’acqua – un giurassico in ritardo
la perfezione vibrante del vapore.

Nutrie indaffarate si levano sedute –
riflessi, acquitrini, ombre rapide
nei campi – lungo i fossi e nelle ripe
in vista i denti arancio, a contemplare
il mio profilo mentre guido.

Se volessi offrirti ancora l’infinito
io mi aprirei qui.

°°°°°°°°°°°°°°°°°°

Se davvero vuoi che dia un nome alle cose,
inquadrate, schedate, aspettando la voce
oh, bontà loro! – in cui la verità si disvela,
tamburello sul legno che rischiocca
in bocca un nome amaro
come il chicco di fieno greco.
Se dietro gli occhi passa un’immagine
capovolta – e afferro solo contorni,
sagome di putti e trionfi,
è inutile, perfetta epifania
quel che solo posso dire.

°°°°°°°°°°°°°°°°°°

Bisogna avere grande prudenza,
è tutto un universo di avvisi.

“Lavori in corso” – “Caduta pietre da sinistra”

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