Federica Galetto

La recensione di Narda Fattori al mio libro “Stanze del nord” – Onirica Edizioni, 2012

il giardino dei poeti

Appare, da queste poesie, un desiderio espresso, anche se molto metamorfico, di comunicazione estesa, come se andasse ritrovata una grazia posseduta e ormai smarrita (involtolate), una capacità di dialogare fra le cose e fra e le cose e le creature, capacità perduta in parlottio disturbante estraneo alla comunicazione, anzi volutamente interessato a che non si compia nessun pacifico dialogo. Si è contaminato e svilito, anche ingannato, ogni verità, ogni stare di pace. Ogni chiarezza, ogni corretta individuazione e distinzione si è smarrita e il buffone quasi non si distingue dal sapente.
Ma continua la Galetto a dirci di questi tempi di sabbie mobili che risucchiano là dove si sarebbe desiderato appena sostare:
“apro la bocca e le mani ingoiando senza masticare
afferrando senza stringere
poiché piegata è la rima dei secondi
senza ristoro e luci
m’imbatto nei prologhi di questo mio disordine
a sbriciolarne contenuti
.
..”; si rimane ai…

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