Fertili divergenze per ridare la musica di Virginia Woolf

RogerFry-Virginia Woolf

art@ Roger Fry – Virginia Woolf

 

Da Anna Nadotti e Marisa Sestito soluzioni differenti, a tratti lontane, per un traguardo affine

Commentando il tocco magistrale con cui John Donne ci tuffa nel vivo della sua poesia in maniera diretta, esplosiva, già  a partire dal primo verso, senza preamboli o fronzoli, Virginia Woolf spiega: «alle prime parole ti attraversa una scossa: percezioni, in precedenza ovattate e intorpidite, prendono vita con un fremito». Sembra parlare, non di Donne, ma della propria tecnica, quella di scaraventare il lettore, sin dalle prime righe, nel mare della narrazione, in medias res, nel bel mezzo di un evento, senza introduzioni o avvertimenti. Leggendo la Woolf ci tuffiamo, per così dire, direttamente nella storia, e diveniamo subito parte di essa, come i personaggi, di cui impariamo a comprendere i pensieri, le emozioni, le paure.
Sulla scia del suo ideale predecessore, la Woolf è maestra nel ritrarre la pioggia di impressioni che ci inonda, nell’assistere al teatro della realtà…

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