Archivi categoria: letteratura inglese

Buon Natale e Buone Feste da La lepre e il Cerchio

andreyremnev

Art@Andrey Remnev

 

 

~

L’anno vecchio, lacrima nell’occhio del tempo;
brina sul prugnolo, fossi fascinosi
di galaverna; sulla boccata d’aria,
la lunga, pensosa pausa pre-neve.

Una stella sulla fronte di un mulo nel campo
e il mulo strofina il muso sul muro a secco
dove uno scricciolo, come il borsellino di un bimbo,
si è rintanato in un buco. Giorno di Santo Stefano.

Otto campane dalla Chiesa. Accanto alla Chiesa,
la Locanda. Vicino alla Locanda, e di fronte,
una lunga teoria di casette. Alla fine della fila,
una fattoria. In cima al colle, la Grande Casa –

ovunque l’odore muschiato della torba dai primi fuochi
come se l’ora avesse iniziato il giorno
con un puro malto liscio; come il tuo uomo qui
che ora sbatte sulle porte con la bacchetta di agrifoglio.
[…]

Da “The Wren Boys” (tratto da Carol Ann Duffy, “Un Natale inglese”, antologia di poesie natalizie a cura di Giorgia Sensi e Andrea Sirotti, illustrazioni di Simone Pagliai, Le Lettere 2018)

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The Night is Darkening Round Me – una traduzione

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*

 

The night is darkening round me,
The wild winds coldly blow;
But the tyrant spell has bound me,
And I cannot, cannot go.

The giant trees are bending
Their bare boughs weighed with snow,
And the storm is fast descending,
And yet I cannot go

Clouds beyond clouds above me,
Wastes beyond wastes below;
But nothing dread can move me,
I will not, cannot go

*

La notte attorno a me si oscura,
Inclementi soffiano i gelidi venti;
Ma un sortilegio tiranno mi ha costretta,
E non posso, non posso andare

Gli alberi giganti inclinano
i loro rami spogli carichi di neve,
E la tempesta come saetta discende,
e io ancora non posso andare

Nubi oltre le nubi sopra me,
Deserti su deserti al di sotto,
ma non vi è orrore che mi possa muovere;
Io non voglio, non posso andare.

Emily Bronte, novembre 1837

Traduzione di Federica Galetto

Virginia Woolf (Londra, 25 gennaio 1882 – Rodmell, 28 marzo 1941)

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Ma d’altra parte, mentre voi siete così diversi e cambiate mille volte a seconda delle idee e delle risate degli altri, io invece resterò sempre cupa, nero-tempesta, viola.
—  Virginia Woolf, Le onde, 1931
*
Andrò a casa. Riempirò i vasi di fiori, tanti, lussureggianti, sgargianti, raccolti in grandi mazzi. Metterò una sedia qui, un’altra lì. Disporrò le sigarette, i bicchieri, e un libro con la copertina a colori, appena comprato, non ancora letto, in caso vengano Bernard, Neville o Louis. Ma forse non verranno né Bernard, né Neville, né Louis; verrà invece qualcun altro, uno sconosciuto, un signore incontrato per le scale, al quale, passandogli accanto e volgendomi, ho mormorato ‘vieni’. Verrà questo pomeriggio qualcuno che non conosco, uno sconosciuto. Il silenzioso esercito dei morti discenda pure. Io vado avanti.
—  Le onde, Virginia Woolf

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Le donne devono sempre ricordarsi chi sono, e di cosa sono capaci. Non devono temere di attraversare gli sterminati campi dell’irrazionalità, e neanche di rimanere sospese sulle stelle, di notte, appoggiate al balcone del cielo. Non devono aver paura del buio che inabissa le cose, perché quel buio libera una moltitudine di tesori. Quel buio che loro, libere, scarmigliate e fiere, conoscono come nessun uomo saprà mai.
—  Virginia Woolf
*
Arrivai alla pozzanghera. Non riuscii ad attraversarla. Persi l’identità. Noi non siamo nulla, mi dissi, e crollai. Volai via come una piuma, vorticai dentro un tunnel. Poi con grande cautela spinsi in avanti un piede, mi appoggiai con una mano al muro di mattoni rossi. Ritornai in me con grande fatica, rientrai nel mio corpo, superai la pozza grigia, cadaverica. Ecco la vita a cui mi riconsegno.
—  Virginia Woolf, Le onde.
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Lettere-Katherine Mansfield a John Middleton Murray

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photo@Collage digitale, Federica Nightingale

It is ten minutes past eight. I must tell you how much I love you at ten minutes past eight on a Sunday evening, January 27th 1918.

I have been indoors all day (except for posting your letter) and I feel greatly rested. Juliette has come back from a new excursion into the country, with blue irises — do you remember how beautifully they grew in that little house with the trellis tower round by the rocks? — and all sort and kinds of sweet-smelling jonquils. The room is very warm. I have a handful of fire, and the few little flames dance on the log and can’t make up their minds to attack it.

There goes a train. Now it is quiet again except for my watch. I look at the minute hand and think what a spectacle I shall make of myself when I am really coming home to you. How I shall sit in the railway carriage, and put the old watch in my lap and pretend to cover it with a book — but not read or see, but just whip it up with my longing gaze, and simply make it go faster.

My love for you tonight is so deep and tender that it seems to be outside myself as well. I am fast shut up like a little lake in the embrace of some big mountains. If you were to climb up the mountains, you would see me down below, deep and shining — and quite fathomless, my dear. You might drop your heart into me and you’d never hear it touch bottom.

I love you — I love you — Goodnight.

Oh Bogey, what it is to love like this!

§

 

Sono le otto e dieci. Devo dirti quanto ti amo alle otto e dieci di una domenica sera del 27 gennaio 1918.

Sono stata in casa tutto il giorno (eccetto che per spedire la tua lettera) e mi sento piacevolmente riposata.Juliette è tornata da una nuova escursione nei campi, portando degli iris blu – Ti ricordi come crescevano meravigliosamente in quella piccola casa dal traliccio troneggiante nei pressi delle rocce? – e tutti quei tipi e generi di giunchiglie dal dolce profumo. La stanza è molto calda. Ho un piccolo fuoco, e le poche, minute fiamme danzano nel camino senza riuscire a decidersi ad attaccarlo. Passa un treno. Ora è nuovamente tranquillo ad eccezione del mio orologio. Guardo la lancetta dei minuti e penso a quale spettacolo farò di me stessa quando tornerò davvero a casa da te. Come siederò nel vagone del treno, metterò il vecchio orologio in grembo pretendendo di coprirlo con un libro – ma senza leggere o vedere, solo sollevandolo con il mio sguardo desideroso, e facendolo scorrere semplicemente più veloce.

Il mio amore per te stasera è così profondo e tenero che sembra  essere anche al di fuori di me stessa. Taccio come un piccolo lago nell’abbraccio di grandi montagne. Se tu scalassi le montagne, mi vedresti al di sotto, profonda e splendente, e insondabile, mio caro. Potresti far cadere il tuo cuore dentro me e non lo sentiresti mai toccare il fondo.

Ti amo – ti amo – Buona notte.

Oh Bogey, cosa è amare a questo modo!

 

Traduzione di Federica Galetto