Archivi categoria: Poesia italiana

Mami

dav

art@Cristina Costanzo, Madonna del cardellino

*

Mami sotto le lenzuola

il ticchettare dell’orologio in cucina

oltre i fari della notte un sogno

le luci che attendono un ritorno

a casa dicevi era troppo triste

poi le uova al prosciutto e la crema pasticcera

i vestiti variopinti e gli anelli giganti

alla moda come i capelli

tratti alle forcine lucide come fiori di aprile

le unghie laccate e un sorriso i rammendi

le lacrime dissepolte nel vaso di edera

arrampicata oltre le sbarre del lavoro

e musica di balera

Mami mi presti il tuo cuore? I muscoli e la pelle?

Mami comprami le stelle e i giorni

le pause il colletto di pizzo le cornici dorate

Mami vestita di bianco mi parli

anche adesso che diluvia

e papà che sorride nel tuono

Oltre, la pazienza di suonare un campanello

ad una porta che non si apre più

Guarda, il mare

Prendilo se ti piace, te lo regalo io

 

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Tiziano Fratus: due poesie da Arborgrammaticus

Wyeth-Sycamore-Tree

Sycamore Tree, Study for Pennsylvania Landscape, 1941 Andrew Wyeth (1917-2009). Ink and watercolor, 29 3/4 x 39 3/8 inches. Delaware Art Museum, Gift of Mr. and Mrs. William E. Phelps, 1964. © 2018 Andrew Wyeth/Artists Rights Society (ARS), New York.

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Componimenti tratti dall’opera in fieri Arborgrammaticus (poesie 2000-2018)

Per gentile concessione © Tiziano Fratus, Studio Homo Radix

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La riserva

Primo

esercizio:

immaginare

una città priva

di alberi. Secondo

compito: vagheggiare

il profumo dei muschi

d’un bosco fitto, la fioritura

dei tigli a fine maggio, il profumo

dolce dei frutti spaccati in piena estate.

Non soltanto protezione, ammaliamenti, sfarfallii.

Quando gli uomini dimenticano di essere uomini alzano

muri coi teschi e disegnano filo spinato con le unghie e i denti.

Ardono i libri scritti per ricordare precedenti tagli nel dizionario.

Se questo è un uomo, i diari di Anna Frank e Etty Hillesum,

L’Agnese va a morire, Pioggia nera, Una giornata di Ivan

Denisovič. A chi viene risparmiato dalla tempesta e resta

la vita attaccata alla pelle può servire appoggiare

orecchio al loro silenzio intermittente, al loro

mormorio di fronda, al loro radicamento

nelle profondità di epoche sepolte.

Li chiamano «a l b e r i» ma

sono riserve dantesche

per l’anima di coloro

che rinascono a

nuova stella

*

wyath-endofstorm

Andrew Wyeth – End of storm

*

Giobbe

Dentro

l’uomo dei libri

aveva riparo l’uomo delle parole.

E dentro l’uomo delle parole aveva

a sua volta rifugio l’uomo delle piante,

l’uomo dei semi e l’uomo cugino delle radici.

Non ebbe modo di sovrascrivere quel moto biologico

che chiamano anima. Raccoglieva le felci e le osservava,

nei suoi quaderni, la bellezza inaudita, la perfezione, la geometria.

Ma nulla ha potuto ad evitare che egli,

il suo destino, fosse uguale

all’andamento

del fumo di

un ince

ndi

o

*

Tiziano Fratus (Bergamo, 1975) cresce nei paesaggi di Lombardia e in Piemonte. A seguito della dissolvenza della propria famiglia naturale inizia a viaggiare, attraversando le foreste di conifera della California e delle Alpi laddove perfeziona il concetto di Homo Radix, al quale conseguono una pratica quotidiana di meditazione in natura, la disciplina della Dendrosofia e la teoria del Quinto Umanesimo. In vent’anni di lavoro pubblica opere in prosa e in versi per editori quali Mondadori, Feltrinelli, Bompiani, Laterza, Einaudi ed Ediciclo. Sue liriche sono tradotte in 9 lingue e pubblicate su rivista o in volume in 16 paesi. Ha all’attivo personali fotografiche. Collabora coi quotidiani La Stampa e Il Manifesto e conduce il programma Nova Silva Philosophica su Radio Francigena. Vive nella campagna torinese laddove si esaurisce la costanza della pianura e si snodano le radici delle montagne.

Il suo sito: www.homoradix.com

ISTANTANEE- Fernanda Ferraresso: “L’ingombro” di Simonetta Sambiase – Note di lettura

ISTANTANEE- Fernanda Ferraresso: “L’ingombro” di Simonetta Sambiase – Note di lettura

CARTESENSIBILI

ariel de la vega

arieldelavega_5962528_el_templo_interior_web

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C’è folla
nel ripostiglio gli abiti si stanno spintonando
spuntano alla rinfusa e vado fraintendendo
longitudine linguaggi e sei ante d’armadio
pieno di lavanda che toglie le tarme all’esistenza
i piumoni cadono dal sonno
arrivano i piedi freddi e si scalpellano alle scarpe
spazi ristretti e scampoli fuori epoca

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Dispacci per Narda- In ricordo dell’amica Narda Fattori

In memoria di Narda Fattori

CARTESENSIBILI

vincenzo piazza

vincenzo-piazza-buriana_acquaforte_1996.

I poeti non accendono che lampade
essi stessi si spengono
le fiammelle che stimolano
se luce vitale

inerisce come soli
ogni età una lente
dissemina la loro
circonferenza

Emily Dickinson

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Ritmava il passaggio

art@Emil Nolde
art@Emil Nolde

 

 

 

Ritmava il passaggio
di quell’ostinata assenza
ebbra una sola costola
(fuori di me)
dopo l’assalto dei lupi la notte
(Venne l’alba e cantai una
nuova canzone)
Distraendomi roteavo la testa
per non sentire le parole
silenti di rabbia
ancora mi fletto
le mie ginocchia perse nel danno
di milioni di sassi che premono
Ma le mie finestre rimangono chiuse
il perdono non conosce me
nè i tuoi occhi d’acciaio
Tradisco un gesto
Poi, il vuoto

suggestivo è il fumo che sale

inanellato nella luce del crepuscolo