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The Night is Darkening Round Me – una traduzione

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*

 

The night is darkening round me,
The wild winds coldly blow;
But the tyrant spell has bound me,
And I cannot, cannot go.

The giant trees are bending
Their bare boughs weighed with snow,
And the storm is fast descending,
And yet I cannot go

Clouds beyond clouds above me,
Wastes beyond wastes below;
But nothing dread can move me,
I will not, cannot go

*

La notte attorno a me si oscura,
Inclementi soffiano i gelidi venti;
Ma un sortilegio tiranno mi ha costretta,
E non posso, non posso andare

Gli alberi giganti inclinano
i loro rami spogli carichi di neve,
E la tempesta come saetta discende,
e io ancora non posso andare

Nubi oltre le nubi sopra me,
Deserti su deserti al di sotto,
ma non vi è orrore che mi possa muovere;
Io non voglio, non posso andare.

Emily Bronte, novembre 1837

Traduzione di Federica Galetto

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Mami

dav

art@Cristina Costanzo, Madonna del cardellino

*

Mami sotto le lenzuola

il ticchettare dell’orologio in cucina

oltre i fari della notte un sogno

le luci che attendono un ritorno

a casa dicevi era troppo triste

poi le uova al prosciutto e la crema pasticcera

i vestiti variopinti e gli anelli giganti

alla moda come i capelli

tratti alle forcine lucide come fiori di aprile

le unghie laccate e un sorriso i rammendi

le lacrime dissepolte nel vaso di edera

arrampicata oltre le sbarre del lavoro

e musica di balera

Mami mi presti il tuo cuore? I muscoli e la pelle?

Mami comprami le stelle e i giorni

le pause il colletto di pizzo le cornici dorate

Mami vestita di bianco mi parli

anche adesso che diluvia

e papà che sorride nel tuono

Oltre, la pazienza di suonare un campanello

ad una porta che non si apre più

Guarda, il mare

Prendilo se ti piace, te lo regalo io

 

Skin – di Lynn Hardaker, una traduzione

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art@Hester Cox

*

 

lynnhardackerpoem

 

Pelle

Premo

mani d’ocra sulle mura di questa caverna. mia pelle. mio rifugio.

le mie dita strisciano come insetti notturni

a cantare la corsa degli animali,

il vento della caccia, il battito dei cuori e degli zoccoli

attraverso le pianure, di pietra e polvere.

ogni notte sogno la caccia

attraverso il mio cielo d’occhi dalle nere palpebre

ogni notte

il mio corpo scivola intriso di sudore e macchiato di cenere

corro

mentre corro,

sento il battito del tamburo che ho creato –

sonoro e appreso – dalla mia stessa pelle,

sento il peso dell’arma che ho creato

dal mio stesso osso.

lascio le mura di fuoco dipinte

di questa illusione

e corro,

sotto lo sguardo freddo e dai mille occhi della notte

corro fino a sentire che il mio cuore batterà il suo ultimo battito e lacrima attraversarmi la pelle

Mi fermo

la paura asciutta come la terra nella mia bocca.

abbasso il mio palco allo stagno

e bevo le stelle.

 

Testo di Lynn Hardaker

Traduzione italiana di Federica Galetto

****

 

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Originally from Toronto, Canada, Lynn Hardaker now lives in Regensburg, Germany. She is an artist and a writer.

Originaria di Toronto, Canada, Lynn Hardaker vive e lavora a Regensburg, Germania. E’ artista e scrittrice.

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Lynn Hardaker, Profilo Facebook:

https://www.facebook.com/lynn.hardaker

 

Gwyneth Lewis – Una traduzione

 

 

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Gwyneth Lewis – photocredit Keith Morris

 

 

Birder
(i.m. my aunt Megan 1924-2009)
I
Midwinter, season for seeing through
Time and space. Before the War,
You were ‘sparrow’. Now I hear
Geese in your breathing, oboe sighs.
Overhead they’re leaving too. Each bird’s
A letter, making sense
For a moment, then not. Cirrus of snow
Lays over the woods. Sluggish
With ice, the creek’s pulse slows.

II
Morning performance on the stage
Under the feeder. Enter wild turkeys,
A corps de ballet in copper tutus.
Solo of startle – entrechat, entrechat,
Pas de bourées – then the tom
Leads off his harem, one by one,
No curtsey, no curtain call. Then gone.

III
Fashion show: a black-eyed junco
Models its species – train,
Down jacket (in white and slate),
Then profile. When I die
I want to hear birds ricochet
Outside my window, feel the strobe
Of small flocks feeding. I’d like
To deserve this litany:
Woodpecker, waxwing, chickadee.

IV
It’s no small thing to have lived your life
In cardinals’ and tree-creepers’ eyes.
They’ll feel you first as a rendezvous missed,
Then hunger. Your body’s the birds
Waiting as they rise and scatter
To a final slam of the kitchen door.

Gwyneth Lewis

Poesia pubblicata su The Guardian

https://www.theguardian.com/books/2015/mar/02/poem-of-the-week-birder-gwyneth-lewis

§

L’osservatrice di uccelli

(in memoria di mia zia Megan, 1924-2009)

Cuore dell’inverno, stagione per vedere attraverso
Tempo e spazio. Prima della Guerra,
Tu eri “passero”. Ora sento
l’Oca nel tuo respiro, sospiri d’oboe,
In cielo anch’essi stanno partendo. Ogni uccello è
Una lettera, che ha senso
Per un momento, poi non più. Cirro di neve
Si stende sui boschi. Fiacco
Di ghiaccio, il battito del rivo rallenta

II
Spettacolo mattutino sul palcoscenico
Sotto la mangiatoia. Entrano tacchini selvatici,
Un corpo di ballo in tutù di rame.
Assolo a sorpresa – entrechat, entrechat,
Pas de bourées – poi il gatto maschio
accompagna il suo harem, uno ad uno,
Nessuna reverenza, nessun inchino finale. Poi spariscono.

III

Sfilata di moda: un junco dagli occhi scuri
Fa da modello alla sua specie – passerella,
Piumino (in bianco e grigio ardesia),
Poi di profilo. Quando muoio
voglio sentire il rimbalzo degli uccelli
Fuori alla mia finestra, sentire l’intermittenza
di piccoli stormi nutrirsi. Vorrei
meritare questa litania:
Picchio, beccofrusone, cincia.

IV
Non è cosa da poco aver vissuto la tua vita
Negli occhi di cardinali e rampicanti d’alberi.
Ti sentiranno prima come un rendezvous mancato,
Poi come fame. Il tuo corpo è l’attesa
Degli uccelli che attendono mentre s’alzano e si disperdono
nello sbattere ultimo della porta della cucina.

Testo di Gwyneth Lewis tratto da “Sparrow Tree” – Bloodaxe 2011

Traduzione: Federica Galetto

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Gwyneth Lewis è nata a Cardiff, Galles, nel 1959, dove vive attualmente. È una delle voci più interessanti della nuova poesia inglese. È stata designata primo poeta nazionale gallese nel 2005. Ha pubblicato sei libri di poesia in gallese e in inglese. Nel 2004 ha composto le parole che ornano la facciata del Millenium Centre di Cardiff: In these stones horizons sing. Keeping Mum è stato candidato nel 2004 come miglior libro dell’anno per il Welsh Arts Council. Di Gwyneth Lewis la casa editrice Mobydick ha pubblicato in Italia la raccolta Ventriloqua della distanza (2001).

 

 

 

Tiziano Fratus: due poesie da Arborgrammaticus

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Sycamore Tree, Study for Pennsylvania Landscape, 1941 Andrew Wyeth (1917-2009). Ink and watercolor, 29 3/4 x 39 3/8 inches. Delaware Art Museum, Gift of Mr. and Mrs. William E. Phelps, 1964. © 2018 Andrew Wyeth/Artists Rights Society (ARS), New York.

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Componimenti tratti dall’opera in fieri Arborgrammaticus (poesie 2000-2018)

Per gentile concessione © Tiziano Fratus, Studio Homo Radix

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La riserva

Primo

esercizio:

immaginare

una città priva

di alberi. Secondo

compito: vagheggiare

il profumo dei muschi

d’un bosco fitto, la fioritura

dei tigli a fine maggio, il profumo

dolce dei frutti spaccati in piena estate.

Non soltanto protezione, ammaliamenti, sfarfallii.

Quando gli uomini dimenticano di essere uomini alzano

muri coi teschi e disegnano filo spinato con le unghie e i denti.

Ardono i libri scritti per ricordare precedenti tagli nel dizionario.

Se questo è un uomo, i diari di Anna Frank e Etty Hillesum,

L’Agnese va a morire, Pioggia nera, Una giornata di Ivan

Denisovič. A chi viene risparmiato dalla tempesta e resta

la vita attaccata alla pelle può servire appoggiare

orecchio al loro silenzio intermittente, al loro

mormorio di fronda, al loro radicamento

nelle profondità di epoche sepolte.

Li chiamano «a l b e r i» ma

sono riserve dantesche

per l’anima di coloro

che rinascono a

nuova stella

*

wyath-endofstorm

Andrew Wyeth – End of storm

*

Giobbe

Dentro

l’uomo dei libri

aveva riparo l’uomo delle parole.

E dentro l’uomo delle parole aveva

a sua volta rifugio l’uomo delle piante,

l’uomo dei semi e l’uomo cugino delle radici.

Non ebbe modo di sovrascrivere quel moto biologico

che chiamano anima. Raccoglieva le felci e le osservava,

nei suoi quaderni, la bellezza inaudita, la perfezione, la geometria.

Ma nulla ha potuto ad evitare che egli,

il suo destino, fosse uguale

all’andamento

del fumo di

un ince

ndi

o

*

Tiziano Fratus (Bergamo, 1975) cresce nei paesaggi di Lombardia e in Piemonte. A seguito della dissolvenza della propria famiglia naturale inizia a viaggiare, attraversando le foreste di conifera della California e delle Alpi laddove perfeziona il concetto di Homo Radix, al quale conseguono una pratica quotidiana di meditazione in natura, la disciplina della Dendrosofia e la teoria del Quinto Umanesimo. In vent’anni di lavoro pubblica opere in prosa e in versi per editori quali Mondadori, Feltrinelli, Bompiani, Laterza, Einaudi ed Ediciclo. Sue liriche sono tradotte in 9 lingue e pubblicate su rivista o in volume in 16 paesi. Ha all’attivo personali fotografiche. Collabora coi quotidiani La Stampa e Il Manifesto e conduce il programma Nova Silva Philosophica su Radio Francigena. Vive nella campagna torinese laddove si esaurisce la costanza della pianura e si snodano le radici delle montagne.

Il suo sito: www.homoradix.com