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Presentazione di “Anouk” – romanzo

Sabato 19 maggio 2018, Presentazione del mio romanzo “Anouk”. L’evento avverrà su Facebook e sarà pubblico.

Link FB:

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Tiziano Fratus: due poesie da Arborgrammaticus

Wyeth-Sycamore-Tree

Sycamore Tree, Study for Pennsylvania Landscape, 1941 Andrew Wyeth (1917-2009). Ink and watercolor, 29 3/4 x 39 3/8 inches. Delaware Art Museum, Gift of Mr. and Mrs. William E. Phelps, 1964. © 2018 Andrew Wyeth/Artists Rights Society (ARS), New York.

*

Componimenti tratti dall’opera in fieri Arborgrammaticus (poesie 2000-2018)

Per gentile concessione © Tiziano Fratus, Studio Homo Radix

*

La riserva

Primo

esercizio:

immaginare

una città priva

di alberi. Secondo

compito: vagheggiare

il profumo dei muschi

d’un bosco fitto, la fioritura

dei tigli a fine maggio, il profumo

dolce dei frutti spaccati in piena estate.

Non soltanto protezione, ammaliamenti, sfarfallii.

Quando gli uomini dimenticano di essere uomini alzano

muri coi teschi e disegnano filo spinato con le unghie e i denti.

Ardono i libri scritti per ricordare precedenti tagli nel dizionario.

Se questo è un uomo, i diari di Anna Frank e Etty Hillesum,

L’Agnese va a morire, Pioggia nera, Una giornata di Ivan

Denisovič. A chi viene risparmiato dalla tempesta e resta

la vita attaccata alla pelle può servire appoggiare

orecchio al loro silenzio intermittente, al loro

mormorio di fronda, al loro radicamento

nelle profondità di epoche sepolte.

Li chiamano «a l b e r i» ma

sono riserve dantesche

per l’anima di coloro

che rinascono a

nuova stella

*

wyath-endofstorm

Andrew Wyeth – End of storm

*

Giobbe

Dentro

l’uomo dei libri

aveva riparo l’uomo delle parole.

E dentro l’uomo delle parole aveva

a sua volta rifugio l’uomo delle piante,

l’uomo dei semi e l’uomo cugino delle radici.

Non ebbe modo di sovrascrivere quel moto biologico

che chiamano anima. Raccoglieva le felci e le osservava,

nei suoi quaderni, la bellezza inaudita, la perfezione, la geometria.

Ma nulla ha potuto ad evitare che egli,

il suo destino, fosse uguale

all’andamento

del fumo di

un ince

ndi

o

*

Tiziano Fratus (Bergamo, 1975) cresce nei paesaggi di Lombardia e in Piemonte. A seguito della dissolvenza della propria famiglia naturale inizia a viaggiare, attraversando le foreste di conifera della California e delle Alpi laddove perfeziona il concetto di Homo Radix, al quale conseguono una pratica quotidiana di meditazione in natura, la disciplina della Dendrosofia e la teoria del Quinto Umanesimo. In vent’anni di lavoro pubblica opere in prosa e in versi per editori quali Mondadori, Feltrinelli, Bompiani, Laterza, Einaudi ed Ediciclo. Sue liriche sono tradotte in 9 lingue e pubblicate su rivista o in volume in 16 paesi. Ha all’attivo personali fotografiche. Collabora coi quotidiani La Stampa e Il Manifesto e conduce il programma Nova Silva Philosophica su Radio Francigena. Vive nella campagna torinese laddove si esaurisce la costanza della pianura e si snodano le radici delle montagne.

Il suo sito: www.homoradix.com

Anouk – una recensione di Samuela Casali

Questo romanzo è molto particolare e ci presenta attraverso il personaggio di Anouk la complessità dell’animo umano. Interessante la scelta narrativa che troviamo in queste pagine: abbiamo un’alternanza tra momenti raccontati in terza persona e altri in prima, inoltre c’è una variegata gamma di modalità espositive poiché gli eventi ci vengono presentati in più forme che vanno dalla narrazione all’epistolario passando per le riflessioni di Anouk e i diversi racconti di avvenimenti passati. La lettura di queste righe ci trasporta in una dimensione introspettiva e intimistica che ci permette di confrontarci con le varie emozioni provate da una persona dalle mille sfaccettature come Anouk. Altro personaggio fondamentale è Cedric, l’uomo con cui la protagonista ha una relazione pur essendo egli sposato e con una figlia. Questa figura maschile è molto complessa in quanto non è semplice capire gli stati emotivi del personaggio di Cedric. Sia quest’ultimo che Anouk hanno delle personalità che portano il lettore a riflettere sulle peculiarità che caratterizzano ciascun individuo. Degni di nota sono anche tutti i personaggi che circondano Anouk sia direttamente con il contratto nel presente si indirettamente con le varie storie di cui viene a conoscenza per mezzo di altre persone che gliele raccontano. Confesso che alcuni personaggi mi hanno davvero incuriosita e mi sarebbe piaciuto saperne di più e approfondire ulteriormente la loro conoscenza. Protagonisti di questa vicenda non sono solamente Anouk e Cedric, ma anche i sentimenti che albergano in loro e si manifestano con notevole intensità. Attraverso questo libro infatti possiamo soffermare la nostra attenzione sui molteplici stati d’animo che in fondo possiamo ritrovare anche in ognuno di noi. Tanti i temi su cui meditare: la vita, la morte, il limbo tra le due precedentemente citate, la gioia, il dolore, la speranza, la disperazione, l’amore, l’odio e molti altri ancora… Vorrei però precisare che oltre al contesto emotivo trova un suo spazio anche la descrizione paesaggistica. Ho particolarmente apprezzato i riferimenti alla brughiera che mi hanno subito fatto pensare a grandi capolavori della letteratura anglosassone come Cime tempestose di Emily Brontë e Il mastino dei Baskerville di Sir Arthur Conan Doyle. Il finale di Anouk mi ha decisamente sorpresa perché l’ho trovato originale e inaspettato. Se siete persone a cui piace scoprire nuovi libri e nuovi autori, questo romanzo potrebbe fare al caso vostro. Lo consiglio principalmente a chi ama i testi dedicati alle riflessioni sulla natura umana, ma ovviamente anche a tutti coloro che vogliono conoscere questa tipologia di romanzi per la prima volta.

Samuela Casali

Recensione del 30 ottobre 2017 apparsa su:

https://librisullealidellimaginazione.blogspot.it/p/anouk-federica-galetto.html

 

 

ANOUK – Video

Video trailer di “ANOUK”, romanzo di Federica Galetto, Flower-ed 2017

Anouk – una recensione di Rachel Sandman

anoukfoto

photo@Rachel Sandman

Anouk di Federica Galetto è uno dei libri più particolari e strani che io abbia mai letto.

Intriso nelle atmosfere dei romanzi inglesi di fine ‘800, si avvolge più volte su se stesso per poi distendersi e, pian piano, espandersi, di fronte all’occhio del lettore, completamente ma non del tutto.

Leggere Anouk è stato come passeggiare attraverso un corridoio su cui si affacciano varie porte chiuse che vengono, tutte o in parte, spalancate all’improvviso o a malapena socchiuse, lasciando affiorare molteplici trame, intrighi e misteri.

La protagonista assoluta del romanzo è, ovviamente, colei il cui nome dà il titolo al libro stesso, Anouk. Anche il suo personaggio, come la maggior parte degli elementi della storia, è duplice, si svela a poco a poco rimanendo però sempre soffuso, come se fosse perennemente immerso nella nebbia fitta della brughiera.

Ed è proprio quest’ultima, insieme con il paesaggio botanico in genere, che fa da sfondo alla trama, diventando, il più delle volte, presenza concreta, percepibile, a tratti anche palpabile e pulsante.

La Galetto tratta più temi, più emozioni, e li gestisce in modo egregio, creando attimi di straniamento che, voluti o meno, danno vita all’atmosfera naturale, cupa e misteriosa che aleggia in tutti i capitoli del romanzo.

L’epistolario e la figura di Cedric danno poi un tocco di sensualità erotica vibrante, notevole e perennemente elegante.

I vari tasselli che compongono Anouk, a partire dall’iniziale opposizione tra la descrizione del giardino della protagonista e gli elementi legati alla morte e al culto, intessono sin da subito una rete che dà speranza ma ingabbia. Federica Galetto gestisce più sentimenti, la paura, il dolore, l’amore, il desiderio, e lo fa analizzandoli senza giudizi e pregiudizi.

In conclusione, vi invito davvero a leggere e immergervi in questo romanzo. Anouk è uno di quei libri che, una volta finiti, sentirete la necessità di avere nella vostra libreria, di rileggerlo, di recuperare alcuni passi, alcune citazioni. Inoltre, aspetto che, come sempre, reputo tra i più importanti, la forma e lo stile sono curati da un editing oserei dire perfetto.

Grazie Federica! Grazie flower-ed! Grazie, per avermi permesso di entrare in questo mondo, perdermi per un paio d’ore per poi uscirne, uguale ma non identica, con nuove sensazioni e riflessioni che sorgono improvvise, più o meno spontanee alla lettura, ma galleggiano costantemente sulla superficie di una materia letteraria tra le più originali tra i romanzi contemporanei.

Rachel Sandman

Questa recensione è apparsa il 18 maggio 2017 sul blog:

https://rachelsandmanauthor.wordpress.com/

https://rachelsandmanauthor.wordpress.com/2017/05/18/anouk-di-federica-galetto-recensione/