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When every cloud blows up

Roos Schuring

art@Roos Schuring

*

 

When every cloud blows up

shines the air singing

Today I reckon  with that

watching a dark line over the last hill

skipping the lies across the playground

When the sky tumbles

rest my shoulder upon the dim light

so that I’m invisible

so that you can forget me

All my thoughts roam and dance

removing traces of myself

Now I’m no more written

but just told

and my arms are white-breasted branches you can hold

tight against the serenade of my flight

§

Quando ogni nuvola si gonfia

brilla l’aria cantando

Oggi ne tengo conto

guardando una linea scura sull’ultima collina

saltando le bugie nel cortile

Quando il cielo fa un capitombolo

riposa la mia spalla sulla luce fioca

così  da essere invisibile

così che tu possa dimenticarmi

Tutti i miei pensieri vagano e danzano

rimuovendo tracce di me stessa

Ora non sono più scritta

ma solo raccontata

e le mie braccia rami dal bianco petto

che puoi tenere

strette

contro la serenata del mio volo.

Testo e Traduzione di Federica Galetto

Sul treno per dovevuoiandaretu

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I Dragomanni sono orgogliosi di presentare un progetto congiunto con la European School of Translation, curato dai partecipanti al “Laboratorio di autonomia” condotto da Daniele A. Gewurz.

Si tratta di Sul treno per Dovevuoiandaretu, una ricchissima antologia di testi per bambini e ragazzi che spazia dal XVI secolo ai giorni nostri. Ecco la “quarta di copertina”:

Ventitré autori, diciotto traduttori, undici paesi, sette lingue e quattro epoche.

Da un progetto collaborativo di European School of Translation e Dragomanni, nasce un’antologia di storie per bambini e ragazzi che vi farà scoprire o riscoprire ventitré autori di lingua inglese, tedesca, nederlandese, francese e spagnola, vi porterà in Irlanda, Inghilterra, Scozia, Stati Uniti, Canada, Germania, Austria, Olanda, Francia, Spagna, Perù e vi farà viaggiare fra Ottocento e Novecento, con un salto nel Siglo de Oro spagnolo e un ritorno alla contemporaneità.

Racconti, brani da romanzi, ballate, poesie, saghe e un testo teatrale destinati a un pubblico di bambini e ragazzi, ai genitori e agli educatori, trasportati in italiano e in un dialetto (il genovese) da diciotto traduttori/redattori/revisori/impaginatori/editori, che dedicano il loro lavoro all’Associazione Genitori Ematologia Oncologia Pediatrica (A.G.E.O.P. Ricerca Onlus).

Testi originali di Thomas Crofton Croker, Edward Everett Hale, Mary Eleanor Wilkins Freeman, Andrew Lang, Katharine Pyle, Lucy Maud Montgomery, Joseph Jacobs, Edith Nesbit, Saki (Hector Hugh Munro), Jacob e Wilhelm Grimm, Ignaz e Joseph Zingerle, Agnes Sapper, Georg Büchner, Franz Kafka, Christian Morgenstern, Stefan Karch, Cornelis Johannes Kieviet, E. H. Carnoy, Préal, Alphonse Daudet, Adèle Lacerte, Lazarillo de Tormes, Abraham Valdelomar, Raúl Hernández Garrido.

Traduzioni di Barbara Salardi, Stefania Diafani, Giusi Zummo, Silvia Carli, Tiziana Meschis, Elena Papaleo, Valentina Volpi, Francesca Frulla, Silvia Pellacani, Monica Raffaele Addamo, Alessandra Chiappini, Daniela Roso, Eleonora Imazio, Manuela Dal Castello, Francesca Monno, Ilaria Valdiserra, Diego Guinasso, Marta Graziani.

Illustrazioni dei frontespizi di Valentina Volpi.

Con una prefazione di Andrea Spila (European School of Translation) e un’introduzione di Daniele A. Gewurz (Dragomanni).

Un ebook della European School of Translation e dei Dragomanni.

L’ebook è gratuito. Se lo apprezzerete, vi invitiamo a fare una donazione volontaria all’Associazione Genitori Ematologia Oncologia Pediatrica(A.G.E.O.P. Ricerca Onlus).

Sul treno per Dovevuoiandaretu si può scaricare gratuitamente daUltima Books e da tutte le altre principali librerie in rete. E non dimenticate il resto del catalogo dei Dragomanni!

dal blog http://www.dragomanni.it/2013/07/10/partiamo-per-dovevuoiandaretu/

L’e-book è scaricabile gratuitamente al link:

http://www.ultimabooks.it/sul-treno-per-dovevuoiandaretu

La mia assenza dal mondo – Buon Anno

art@Daria Petrilli
art@Daria Petrilli

La mia assenza dal mondo

Testa di  gargoyle

Roteante grappolo di pinnacoli

in cui io (s)compaio

La coda del topo che svanisce dentro

un buco nel muro

Là furtivamente mi rifugio

dove muovono le mie verdi foglie

e nella cappa di un velo

mi poso

Art@ Daria Petrilli - Nest
Art@ Daria Petrilli – Nest

E’ solo un grave minimalismo

Permetto a me stessa di procrastinare

chè i miei nemici scorrono silenziosamente

sotto la siepe

una forma oscura coperta di cenere

nel centro del centro

Là sento i petali della rosa

incrinarsi e fremere dentro

nello spingere  fuori gocce d’acciaio

sul terreno

Art@Daria Petrilli
Art@Daria Petrilli

Riposa un poco mio sostenibile zero

invertendo profezie e collisioni

da un cerchio folle

Delle rane gracidano sui sassi

Ancora ascolto il mio corpo sussurrare

una triste mancanza di desiderio

§

My absence from the world

Gargoyle’s head

Spinning bunch of peaks

in which I (dis)appear

The tail of the mouse vanishing

into a hole in the wall

There I stealthily retreat

where my green leaves go

and in the cloak of a veil

I sit

It’s just a massive minimalism

I allow myself to procrastinate

As  my enemies flow silently

under the hedge

an ash covered dark shape in the centre

of the centre

There I hear the rose’s petals cracking

and trembling inside

pushing out drops of steel onto the ground

Rest for a while my sustainable zero

inverting prophecies and collisions

from a mad circle

Croak some frogs on the rocks

I still listen to my body

whispering a blue lack of desire

 

Federica Galetto

*BUON ANNO*

Art@Daria Petrilli
Art@Daria Petrilli

Se d’inverno una notte – If on a winter’s night

Risveglio d’inverno
Dal mio letto posso sentire quanto siano vuote le strade.
Né la casa arieggia, bensì diviene oscurità mentre
le finestre separano dall’ombra il proprio intorbidarsi
e incorniciano la fetta di ghiaccio di luna che si scioglie.
I natali dell’infanzia si spingono dentro,
conforto di lana e tè, le impavide corolle di fiamma in
cucina,
il giardino dipinto visibile da dentro
tutto incantato; e un fumo bianco si leva dalle pietre.
La notte, poi, manteneva il patto con la stagione, consegnata
mentre dormivamo ad austerità di cristallo,
il tocco di un maestro della pittura.
Poi, quando salto fuori, sono un ospite appena arrivato
in un posto strano, dove il sole è di peltro
e mattoni e bandiere sono intarsiati di lustrini.

§

Waking in Winter
From my bed I can feel how empty are the streets.
Nor does the house air, but turns in darkness
while the windows sort their blurs from shadow
and frame the melting ice-slice of the moon.
The Christmases of childhood press in,
comforts of wool and tea, the brave corollas of cooker flame,
the painted garden visible from the kitchen
all spellbound; and a white smoke rising from the stones.
The night, then, kept its pact with the season,
was delivered while we slept to austerities of crystal,
the brushwork of a master.
Later, when I step out, I am a guest newly arrived
in a strange place, where the sun is made of pewter
and every brick and flag is sewn with sequins.

ANNA WIGLEY
da Risveglio d’inverno
Kolibris 2010

Traduzione di Chiara De Luca