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Diari

tavoladautunno

 

Alle dieci del mattino, mentre l’aria si intiepidiva fra timidi raggi di sole, posato il bricco di tè sul fuoco respirai a fondo pensando all’ospite che, dal giorno precedente, non aveva più dato segni di vita. L’avevo lasciato nella stanza del primo piano che dava sul bosco, il fuoco acceso e la luce del giorno che filtrava opaca attraverso le tendine di pizzo. Doveva essere molto stanco, lo si capiva da quel modo di trascinarsi come per inerzia lungo il corridoio e le scale; non si trattava però solo di stanchezza fisica dovuta al viaggio che l’aveva portato sin qua, bensì di una stanchezza dell’anima, del vivere, dell’essere che lasciava presagire il bisogno di una cura. Di cura abbiamo tutti bisogno, pensai, e forse il cibo avrebbe potuto ricucire almeno in parte lo scollo interiore profondo che pareva affliggere quell’uomo. Non sapevo nè come nè perchè avvenisse, ma riuscivo a scorgere nelle persone il loro dolore. Non era che sapessi come fare, semplicemente ciò avveniva, e allora guardando meglio vedevo colori e forme intorno ai corpi, guizzi di luce, scampoli di buio, stelle o profonde caverne, spelonche nere e senza fine oppure roghi o verdi foglie rigogliose o ancora tutto questo insieme. Tentai di ricomporre quell’insieme smembrato cuocendo alcune mele sul fuoco. Nel farlo, credetti indispensabile aggiungere due pere dolci e zucchero di canna per legarle definitivamente le une alle altre. Alchimie di cucina terapeutica le chiamavo io, manovre da strega moderna, pensieri fecondi di salvezza. Poco dopo, tra il flebile sobbollire della frutta, udii un rumore secco avanzare in cucina e il volto del mio ospite affacciarsi dalla porta a vetri. Non sorrideva, ma salutò, lo sguardo curioso di chi voleva scoprire cosa bollisse in pentola.

(da Stralci d’Autore, Diari del prossimo romanzo, Novembre 2017)

 

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ANOUK – Video

Video trailer di “ANOUK”, romanzo di Federica Galetto, Flower-ed 2017

Traducendo Einsamkeit

La mia nuova raccolta poetica, Traducendo Einsamkeit,  edita da Terra d’Ulivi 2014. Ordinabile qui:

http://www.elioscarciglia.it/traducendo%20einsamkeit.htm

TraducendoEinsamkeitCover
Federica Galetto, Traducendo Einsamkeit, Terra d’Ulivi 2014

Through the panes

I saw  a skinny lady browsing

through the panes

In the post office I sat

thinking about my confusion

lingering over the branches

of the smallest tree

I’ve never been so strong before

(I thought)

I’ve never been so weak

The greatest hope crushed my lips

into many pieces

A weird loneliness absorbed my womb

And it was so strong

I actually felt my new relapse

Green bodies struggling

all around then

But it’s march

Hares dancing all about

Attraverso i vetri

Ho visto una signora ossuta

buttare un occhio attraverso i vetri

Nell’ufficio postale stavo seduta

pensando alla mia confusione

indugiante sui rami

dell’albero più piccolo

Non sono mai stata così forte prima

(Pensavo)

Non sono mai stata così debole

La speranza più grande frantumava le mie labbra

in tanti pezzi

Corpi verdi battagliavano poi

tutto intorno

Una strana solitudine assorbiva il mio grembo

Ed era così forte

che alla fine ho sentito la mia ricaduta

Ma è marzo

Le lepri danzano ovunque