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Lettere-Katherine Mansfield a John Middleton Murray

mansfieldcollage

photo@Collage digitale, Federica Nightingale

It is ten minutes past eight. I must tell you how much I love you at ten minutes past eight on a Sunday evening, January 27th 1918.

I have been indoors all day (except for posting your letter) and I feel greatly rested. Juliette has come back from a new excursion into the country, with blue irises — do you remember how beautifully they grew in that little house with the trellis tower round by the rocks? — and all sort and kinds of sweet-smelling jonquils. The room is very warm. I have a handful of fire, and the few little flames dance on the log and can’t make up their minds to attack it.

There goes a train. Now it is quiet again except for my watch. I look at the minute hand and think what a spectacle I shall make of myself when I am really coming home to you. How I shall sit in the railway carriage, and put the old watch in my lap and pretend to cover it with a book — but not read or see, but just whip it up with my longing gaze, and simply make it go faster.

My love for you tonight is so deep and tender that it seems to be outside myself as well. I am fast shut up like a little lake in the embrace of some big mountains. If you were to climb up the mountains, you would see me down below, deep and shining — and quite fathomless, my dear. You might drop your heart into me and you’d never hear it touch bottom.

I love you — I love you — Goodnight.

Oh Bogey, what it is to love like this!

§

 

Sono le otto e dieci. Devo dirti quanto ti amo alle otto e dieci di una domenica sera del 27 gennaio 1918.

Sono stata in casa tutto il giorno (eccetto che per spedire la tua lettera) e mi sento piacevolmente riposata.Juliette è tornata da una nuova escursione nei campi, portando degli iris blu – Ti ricordi come crescevano meravigliosamente in quella piccola casa dal traliccio troneggiante nei pressi delle rocce? – e tutti quei tipi e generi di giunchiglie dal dolce profumo. La stanza è molto calda. Ho un piccolo fuoco, e le poche, minute fiamme danzano nel camino senza riuscire a decidersi ad attaccarlo. Passa un treno. Ora è nuovamente tranquillo ad eccezione del mio orologio. Guardo la lancetta dei minuti e penso a quale spettacolo farò di me stessa quando tornerò davvero a casa da te. Come siederò nel vagone del treno, metterò il vecchio orologio in grembo pretendendo di coprirlo con un libro – ma senza leggere o vedere, solo sollevandolo con il mio sguardo desideroso, e facendolo scorrere semplicemente più veloce.

Il mio amore per te stasera è così profondo e tenero che sembra  essere anche al di fuori di me stessa. Taccio come un piccolo lago nell’abbraccio di grandi montagne. Se tu scalassi le montagne, mi vedresti al di sotto, profonda e splendente, e insondabile, mio caro. Potresti far cadere il tuo cuore dentro me e non lo sentiresti mai toccare il fondo.

Ti amo – ti amo – Buona notte.

Oh Bogey, cosa è amare a questo modo!

 

Traduzione di Federica Galetto

“The Infinite Body of Sensation”, Visual poetry by Salma Caller

Salma Coller – visualpoetry

Poethead

Sound is a shell

Sound is a shell
An ear
Curves of sound
Vibrating and condensing air
Echoes in a curved space
An ocean in the shell of sound
infinitebody-02

Pearls

Things that stand in for other things
infinitebody-07

The Witches Pouches

Bags of velvet black
Nets entangling objects
Bones of birds
The insides of shells
Spells
Pearls
Things that stand in for other things
infinitebody-01-1

Nets entangling objects

Bones of birds
The insides of shells
infinitebody-05
infinitebody-04-1infinitebody-03

Black Lace

Turn this talk into a tale
A small dark textured cloth
Shadows with shades of velvet
Borders and edges tactile
Spaces glittering and ornate
An elaborate intertwining language
Of touching
A complex dance of bodies
Claustrophobic close
Obscure ornate organs
Lying in a dark net of black stuffs
Needles like obsidian beaks
Braiding sound into
A florid calligraphy of sensations
Rose Point
Point de Neige
Gros Point
Punto in aria

infinitebody-06

Lying in a dark net…

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Albinos: gli angeli caduti di Gustavo Lacerda

In occasione dell’ International Albinism Awareness Day ripropongo un mio articolo/intervista bilingue (IT-EN) apparso su WSF di Antonella Taravella

Words Social Forum

Gustavo Lacerda, fotografo brasiliano di San Paolo, ha realizzato una serie di fotografie molto speciali: “Albinos”. In questa serie, ritrae esclusivamente modelli affetti da albinismo totale e con estrema delicatezza e abilità li restituisce al mondo in una versione naturale ritoccata unicamente dal suo occhio di fotografo attento. La sensibilità che accompagna le immagini non è che il riflesso di un complesso lavoro interpersonale e professionale intercorso fra Lacerda e i suoi modelli che nella loro timidezza e bellezza unica sono stati guidati mirabilmente verso un’autenticità che si fa Arte. Questo è un esempio calzante di quanto la Bellezza possa essere imperfetta eppure totalmente avulsa dall’errore (visibile ma non rilevante). Perfezione e Bellezza non sono sinonmi ma rappresentano una strada aperta al raggiungimento di una Verità che trascende lo stereotipo, il luogo comune, raggiungendo livelli altissimi di estetica e purezza. Il tocco del mestiere, la semplicità delle inquadrature e dei…

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