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Buone Feste

art@Lleuad Gaeaf
art@Lleuad Gaeaf

Like snow by Wendell Berry

Suppose we did our work
like the snow, quietly, quietly,
leaving nothing out.

 

Le giornate di dicembre viste dai vetri della finestra mostrano nebbie e sole e cieli scuri e bui, poi limpide ore che annegano nel crepuscolo rossastro, strade brillanti di ghiacciate notturne e stelle vivide. Le giornate di dicembre si annodano all’anima e cercano il calore del fuoco in attesa del Natale. Guardando oltre la siepe si scorgono i pettirossi che si infilano svelti tra le foglie per ripararsi e cercare bacche e semi da mangiare. Ogni volta che inizia a nevicare un pettirosso si posa sul davanzale. La neve giunge a grossi fiocchi e si smette di parlare, perchè ovunque si sente il lieve camminare dei fiocchi sulla Terra, e si ascolta, ci si rasserena, si spera. Giungerà il Natale sopra le pieghe oscure dei tristi accadimenti, che nel mondo ce ne sono troppi, crudeli e insensati. Pregheremo per un futuro migliore, ma non pregheremo mai abbastanza e nessuno da lassù ci ascolterà o ci prenderà sul serio. Forse la costanza del bene e della preghiera costano troppo. Torneremo a guardare i nostri giardini imbiancati, le luci intermittenti, a scartare regali inutili, a sognare di partire per luoghi lontani dove la vita è più lieve. Ma guardare da vicino dicembre ci serve a ricordare che ognuno di noi può tentare, a vivere pensando che basti, quel fuoco e quella tortura quotidiana di cui ci lamentiamo mentre altrove si muore. Può servire a credere che dalle malattie si può guarire, dall’odio si può tornare all’amore, dal piccolo si può passare al grande e dal sacrificio al centuplo. Serve questo per vivere: credere che tutto può cambiare e che nulla rimane sempre tale e quale. Le trasformazioni avvengono quando si accetta il presente e lo si benedice. A Natale dovremmo stare ad ascoltare la neve cadere e fare attenzione a ciò che ci vuole dire. A Natale saremo tutti più fragili e forse riceveremo il dono del cuore, quello che ognuno desidera e non ha. Bisogna solo ascoltare, in silenzio, la neve.

Buone Feste da “La lepre e il cerchio”

 

Tre poesie da Assorta la corda vira di Federica Galetto

Simonetta Sambiase, che ringrazio, dedica oggi un post al mio libro Assorta la corda vira in occasione del mio compleanno. Auguri Federica Galetto dunque, auguri a me di tante buone cose e buona scrittura a venire.

Il Golem Femmina

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GLI ANNI

Tu
che hai fatto il giro di boa
che da quindici sono trenta
Gli anni
Trenta snodi d’acciaio
in un bestiario di carta
in brossura
inseguendo cigni nel lago
a riemergere appena un passato
Gli anni invaghiti del tremore
le dure spinte al dosso
comunque e sempre
Un bacio sulla porta che deve
senza sperare mai
Dove sei andato
incollato cielo di ieri sul petto
un mormorare lesto d’ansia
la palpebra sola sul respiro
dove quella corsa al mio collo
nelle sere d’inverno
sul cuscino l’impronta di latte
Siamo vapore nel sole
tu
che hai fatto il giro di boa
che da quindici sono trenta
Gli anni
Ancora mi cerchi nei passi
la mattina presto
mai esistiti sul parquet di iroko
che scalda la tua casa
mai sentiti davvero
sognati come nuvole che passano
E i fogli scritti di sentimento
le parole schiave
un furtivo chiederne ancora per…

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Auguri

Auguro a tutti Buone Feste. Un poco in ritardo, non vogliatemene, ma la vita ha preso il sopravvento e alcuni avvenimenti hanno avuto e ancora hanno la priorità assoluta. Grazie sempre a tutti i miei follower e un augurio sincero a tutti di cose belle.

Federicachristmas

art@ Carl Larsson