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Emily Dickinson, poesia n° 419

We grow accustomed to the Dark –
When Light is put away –
As when the Neighbor holds the Lamp
To witness her Good bye –

A Moment – We uncertain step
For newness of the night –
Then – fit our Vision to the Dark –
And meet the Road – erect –

And so of larger – Darknesses –
Those Evenings of the Brain –
When not a Moon disclose a sign –
Or Star – come out – within –

The Bravest – grope a little –
And sometimes hit a Tree
Directly in the Forehead –
But as they learn to see –

Either the Darkness alters –
Or something in the sight
Adjusts itself to Midnight –
And Life steps almost straight.

 

Ci abituiamo al buio
Quando la luce è messa via
Come quando la vicina sorregge la lampada
A testimoniare il suo arrivederci
Un momento – il nostro passo è incerto
per la novità della notte
Poi adattiamo la Vista al buio
e incontriamo la strada – eretti
E così è per tenebre più vaste
Quelle notti della mente
in cui neppure la luna manda un segno
O una stella appare – dentro
I più coraggiosi brancolano un poco
e talvolta picchiano contro un albero
In piena fronte
ma imparano così a vedere
Che sia l’oscurità ad alterarsi
o qualcosa nella vista
Che si adatta alla mezzanotte
E la vita quasi cammina diritta

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Lettere-Katherine Mansfield a John Middleton Murray

mansfieldcollage

photo@Collage digitale, Federica Nightingale

It is ten minutes past eight. I must tell you how much I love you at ten minutes past eight on a Sunday evening, January 27th 1918.

I have been indoors all day (except for posting your letter) and I feel greatly rested. Juliette has come back from a new excursion into the country, with blue irises — do you remember how beautifully they grew in that little house with the trellis tower round by the rocks? — and all sort and kinds of sweet-smelling jonquils. The room is very warm. I have a handful of fire, and the few little flames dance on the log and can’t make up their minds to attack it.

There goes a train. Now it is quiet again except for my watch. I look at the minute hand and think what a spectacle I shall make of myself when I am really coming home to you. How I shall sit in the railway carriage, and put the old watch in my lap and pretend to cover it with a book — but not read or see, but just whip it up with my longing gaze, and simply make it go faster.

My love for you tonight is so deep and tender that it seems to be outside myself as well. I am fast shut up like a little lake in the embrace of some big mountains. If you were to climb up the mountains, you would see me down below, deep and shining — and quite fathomless, my dear. You might drop your heart into me and you’d never hear it touch bottom.

I love you — I love you — Goodnight.

Oh Bogey, what it is to love like this!

§

 

Sono le otto e dieci. Devo dirti quanto ti amo alle otto e dieci di una domenica sera del 27 gennaio 1918.

Sono stata in casa tutto il giorno (eccetto che per spedire la tua lettera) e mi sento piacevolmente riposata.Juliette è tornata da una nuova escursione nei campi, portando degli iris blu – Ti ricordi come crescevano meravigliosamente in quella piccola casa dal traliccio troneggiante nei pressi delle rocce? – e tutti quei tipi e generi di giunchiglie dal dolce profumo. La stanza è molto calda. Ho un piccolo fuoco, e le poche, minute fiamme danzano nel camino senza riuscire a decidersi ad attaccarlo. Passa un treno. Ora è nuovamente tranquillo ad eccezione del mio orologio. Guardo la lancetta dei minuti e penso a quale spettacolo farò di me stessa quando tornerò davvero a casa da te. Come siederò nel vagone del treno, metterò il vecchio orologio in grembo pretendendo di coprirlo con un libro – ma senza leggere o vedere, solo sollevandolo con il mio sguardo desideroso, e facendolo scorrere semplicemente più veloce.

Il mio amore per te stasera è così profondo e tenero che sembra  essere anche al di fuori di me stessa. Taccio come un piccolo lago nell’abbraccio di grandi montagne. Se tu scalassi le montagne, mi vedresti al di sotto, profonda e splendente, e insondabile, mio caro. Potresti far cadere il tuo cuore dentro me e non lo sentiresti mai toccare il fondo.

Ti amo – ti amo – Buona notte.

Oh Bogey, cosa è amare a questo modo!

 

Traduzione di Federica Galetto

Woolf covers–old and new–for your viewing pleasure

Blogging Woolf

Thanks to The Gold Standard for the first collage below. The second one came from a Google search.

Woolf book cover collage

Woolf cover collage

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Di Ruskin e di Collages femmine – I collages di Federica Galetto

Bloomsbury
Federica Galetto – “Bloomsbury”, Collage on wood board

“Se in questo momento dovessimo trovarci di fronte a un’incisione di Tiziano o di Durer, non sapremmo apprezzarla, almeno quanto di noi si sono abituati ai dozzina. l lavori d’oggi giorno. Non ci piacerebbe       né poterebbe essere altrimenti finché ci ostinassimo in tale abitudine: stanchi di una brutta cosa da poco, la gettiamo via e ne comperiamo un’altra altrettanto brutta;     e così continuiamo a guardare cose brutte per tutta la vita.     Ora, proprio gli stessi uomini che ci propinano tutte queste brutte e frettolose immagini    sarebbero invece capaci di crearne di perfette.    Soltanto che un’opera perfetta non può essere eseguita in poco tempo, né il suo prezzo scendere, pertanto, al di sotto di una certa soglia”.

 [J. Ruskin, “Economia politica dell’arte”.

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http://methsambiase.wordpress.com/2014/02/12/di-ruskin-e-di-collages-femmine-i-collages-di-federica-galetto/