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Buon Natale e Buone Feste da La lepre e il Cerchio

andreyremnev

Art@Andrey Remnev

 

 

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L’anno vecchio, lacrima nell’occhio del tempo;
brina sul prugnolo, fossi fascinosi
di galaverna; sulla boccata d’aria,
la lunga, pensosa pausa pre-neve.

Una stella sulla fronte di un mulo nel campo
e il mulo strofina il muso sul muro a secco
dove uno scricciolo, come il borsellino di un bimbo,
si è rintanato in un buco. Giorno di Santo Stefano.

Otto campane dalla Chiesa. Accanto alla Chiesa,
la Locanda. Vicino alla Locanda, e di fronte,
una lunga teoria di casette. Alla fine della fila,
una fattoria. In cima al colle, la Grande Casa –

ovunque l’odore muschiato della torba dai primi fuochi
come se l’ora avesse iniziato il giorno
con un puro malto liscio; come il tuo uomo qui
che ora sbatte sulle porte con la bacchetta di agrifoglio.
[…]

Da “The Wren Boys” (tratto da Carol Ann Duffy, “Un Natale inglese”, antologia di poesie natalizie a cura di Giorgia Sensi e Andrea Sirotti, illustrazioni di Simone Pagliai, Le Lettere 2018)

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Buone Feste

art@Lleuad Gaeaf
art@Lleuad Gaeaf

Like snow by Wendell Berry

Suppose we did our work
like the snow, quietly, quietly,
leaving nothing out.

 

Le giornate di dicembre viste dai vetri della finestra mostrano nebbie e sole e cieli scuri e bui, poi limpide ore che annegano nel crepuscolo rossastro, strade brillanti di ghiacciate notturne e stelle vivide. Le giornate di dicembre si annodano all’anima e cercano il calore del fuoco in attesa del Natale. Guardando oltre la siepe si scorgono i pettirossi che si infilano svelti tra le foglie per ripararsi e cercare bacche e semi da mangiare. Ogni volta che inizia a nevicare un pettirosso si posa sul davanzale. La neve giunge a grossi fiocchi e si smette di parlare, perchè ovunque si sente il lieve camminare dei fiocchi sulla Terra, e si ascolta, ci si rasserena, si spera. Giungerà il Natale sopra le pieghe oscure dei tristi accadimenti, che nel mondo ce ne sono troppi, crudeli e insensati. Pregheremo per un futuro migliore, ma non pregheremo mai abbastanza e nessuno da lassù ci ascolterà o ci prenderà sul serio. Forse la costanza del bene e della preghiera costano troppo. Torneremo a guardare i nostri giardini imbiancati, le luci intermittenti, a scartare regali inutili, a sognare di partire per luoghi lontani dove la vita è più lieve. Ma guardare da vicino dicembre ci serve a ricordare che ognuno di noi può tentare, a vivere pensando che basti, quel fuoco e quella tortura quotidiana di cui ci lamentiamo mentre altrove si muore. Può servire a credere che dalle malattie si può guarire, dall’odio si può tornare all’amore, dal piccolo si può passare al grande e dal sacrificio al centuplo. Serve questo per vivere: credere che tutto può cambiare e che nulla rimane sempre tale e quale. Le trasformazioni avvengono quando si accetta il presente e lo si benedice. A Natale dovremmo stare ad ascoltare la neve cadere e fare attenzione a ciò che ci vuole dire. A Natale saremo tutti più fragili e forse riceveremo il dono del cuore, quello che ognuno desidera e non ha. Bisogna solo ascoltare, in silenzio, la neve.

Buone Feste da “La lepre e il cerchio”