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Anouk – una recensione di Samuela Casali

Questo romanzo è molto particolare e ci presenta attraverso il personaggio di Anouk la complessità dell’animo umano. Interessante la scelta narrativa che troviamo in queste pagine: abbiamo un’alternanza tra momenti raccontati in terza persona e altri in prima, inoltre c’è una variegata gamma di modalità espositive poiché gli eventi ci vengono presentati in più forme che vanno dalla narrazione all’epistolario passando per le riflessioni di Anouk e i diversi racconti di avvenimenti passati. La lettura di queste righe ci trasporta in una dimensione introspettiva e intimistica che ci permette di confrontarci con le varie emozioni provate da una persona dalle mille sfaccettature come Anouk. Altro personaggio fondamentale è Cedric, l’uomo con cui la protagonista ha una relazione pur essendo egli sposato e con una figlia. Questa figura maschile è molto complessa in quanto non è semplice capire gli stati emotivi del personaggio di Cedric. Sia quest’ultimo che Anouk hanno delle personalità che portano il lettore a riflettere sulle peculiarità che caratterizzano ciascun individuo. Degni di nota sono anche tutti i personaggi che circondano Anouk sia direttamente con il contratto nel presente si indirettamente con le varie storie di cui viene a conoscenza per mezzo di altre persone che gliele raccontano. Confesso che alcuni personaggi mi hanno davvero incuriosita e mi sarebbe piaciuto saperne di più e approfondire ulteriormente la loro conoscenza. Protagonisti di questa vicenda non sono solamente Anouk e Cedric, ma anche i sentimenti che albergano in loro e si manifestano con notevole intensità. Attraverso questo libro infatti possiamo soffermare la nostra attenzione sui molteplici stati d’animo che in fondo possiamo ritrovare anche in ognuno di noi. Tanti i temi su cui meditare: la vita, la morte, il limbo tra le due precedentemente citate, la gioia, il dolore, la speranza, la disperazione, l’amore, l’odio e molti altri ancora… Vorrei però precisare che oltre al contesto emotivo trova un suo spazio anche la descrizione paesaggistica. Ho particolarmente apprezzato i riferimenti alla brughiera che mi hanno subito fatto pensare a grandi capolavori della letteratura anglosassone come Cime tempestose di Emily Brontë e Il mastino dei Baskerville di Sir Arthur Conan Doyle. Il finale di Anouk mi ha decisamente sorpresa perché l’ho trovato originale e inaspettato. Se siete persone a cui piace scoprire nuovi libri e nuovi autori, questo romanzo potrebbe fare al caso vostro. Lo consiglio principalmente a chi ama i testi dedicati alle riflessioni sulla natura umana, ma ovviamente anche a tutti coloro che vogliono conoscere questa tipologia di romanzi per la prima volta.

Samuela Casali

Recensione del 30 ottobre 2017 apparsa su:

https://librisullealidellimaginazione.blogspot.it/p/anouk-federica-galetto.html

 

 

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ANOUK – Video

Video trailer di “ANOUK”, romanzo di Federica Galetto, Flower-ed 2017

Anouk – una recensione di Rachel Sandman

anoukfoto

photo@Rachel Sandman

Anouk di Federica Galetto è uno dei libri più particolari e strani che io abbia mai letto.

Intriso nelle atmosfere dei romanzi inglesi di fine ‘800, si avvolge più volte su se stesso per poi distendersi e, pian piano, espandersi, di fronte all’occhio del lettore, completamente ma non del tutto.

Leggere Anouk è stato come passeggiare attraverso un corridoio su cui si affacciano varie porte chiuse che vengono, tutte o in parte, spalancate all’improvviso o a malapena socchiuse, lasciando affiorare molteplici trame, intrighi e misteri.

La protagonista assoluta del romanzo è, ovviamente, colei il cui nome dà il titolo al libro stesso, Anouk. Anche il suo personaggio, come la maggior parte degli elementi della storia, è duplice, si svela a poco a poco rimanendo però sempre soffuso, come se fosse perennemente immerso nella nebbia fitta della brughiera.

Ed è proprio quest’ultima, insieme con il paesaggio botanico in genere, che fa da sfondo alla trama, diventando, il più delle volte, presenza concreta, percepibile, a tratti anche palpabile e pulsante.

La Galetto tratta più temi, più emozioni, e li gestisce in modo egregio, creando attimi di straniamento che, voluti o meno, danno vita all’atmosfera naturale, cupa e misteriosa che aleggia in tutti i capitoli del romanzo.

L’epistolario e la figura di Cedric danno poi un tocco di sensualità erotica vibrante, notevole e perennemente elegante.

I vari tasselli che compongono Anouk, a partire dall’iniziale opposizione tra la descrizione del giardino della protagonista e gli elementi legati alla morte e al culto, intessono sin da subito una rete che dà speranza ma ingabbia. Federica Galetto gestisce più sentimenti, la paura, il dolore, l’amore, il desiderio, e lo fa analizzandoli senza giudizi e pregiudizi.

In conclusione, vi invito davvero a leggere e immergervi in questo romanzo. Anouk è uno di quei libri che, una volta finiti, sentirete la necessità di avere nella vostra libreria, di rileggerlo, di recuperare alcuni passi, alcune citazioni. Inoltre, aspetto che, come sempre, reputo tra i più importanti, la forma e lo stile sono curati da un editing oserei dire perfetto.

Grazie Federica! Grazie flower-ed! Grazie, per avermi permesso di entrare in questo mondo, perdermi per un paio d’ore per poi uscirne, uguale ma non identica, con nuove sensazioni e riflessioni che sorgono improvvise, più o meno spontanee alla lettura, ma galleggiano costantemente sulla superficie di una materia letteraria tra le più originali tra i romanzi contemporanei.

Rachel Sandman

Questa recensione è apparsa il 18 maggio 2017 sul blog:

https://rachelsandmanauthor.wordpress.com/

https://rachelsandmanauthor.wordpress.com/2017/05/18/anouk-di-federica-galetto-recensione/

Anouk – una recensione di Marianna Di Bella

anouk
Inghilterra. I paesaggi sono meravigliosi, la brughiera sembra estendersi all’infinito, avvolgendo tutto quello che c’è intorno in un abbraccio senza tempo. Se guardiamo attentamente, possiamo scorgere un piccolo cottage e una donna intenta a scrivere nel suo studio. Lei è Anouk Lennox, una scrittrice tornata ad abitare nella casa di famiglia, dopo il fallimento del suo matrimonio e la morte dei suoi genitori.
Anouk è una donna all’apparenza semplice, ma dentro di sé porta ferite, sofferenze e paure. È tornata al cottage con l’animo abbattuto, senza forze per riuscire a lottare e capire quale sia la strada giusta da seguire per il suo futuro. È terrorizzata dalla morte, paura che la pietrifica e la paralizza in qualunque sua scelta, facendola sopravvivere piuttosto che vivere la sua giovane vita. Ma la casa l’ha accolta in un caldo abbraccio, rifugio e sicurezza per la sua anima persa e ferita. Luogo di ricordi belli e malinconici legati al suo passato e ai suoi genitori.
Da un po’ di anni è innamorata di Cedric, un uomo francese e sposato. Il loro è un amore tormentato, difficile, una relazione senza futuro. Si scrivono lunghe lettere a cui affidano le parole del loro amore, consapevoli che mai potranno sostituire la presenza fisica.
Anouk un giorno prende atto del suo dolore, dell’essersi persa, di aver zittito la solitudine, la speranza e i suoi desideri, ritrovandosi ad essere trascinata dalla vita piuttosto che viverla appieno. Così accetta l’invito di Ian MacDowell un importante editore scozzese, parte per la Scozia senza dire niente a nessuno e qui….capirà che la vita continua a scorrere nonostante le nostre paure e titubanze? Capirà che non può continuare a vivere in un limbo, senza prendere alcuna decisione e senza lottare per i suoi sogni e desideri? Capirà che il senso della vita non lo troverà stando ferma, ma vivendo pienamente la sua vita, affrontando i dubbi, timori, il dolore e le paure? Capirà che avere paura della morte vuol dire essere già morti per metà?
Non vi svelerò mai a quali conclusioni arriverà Anouk e se mai comprenderà se stessa, però posso suggerirvi caldamente la lettura di questo testo poetico e riflessivo.
Fatevi avvolgere dalla brughiera e dai paesaggi scozzesi, attraverso le parole di Federica Galetto, lasciatevi trascinare in questa storia bella e altamente riflessiva. Non solo scoprirete la scrittura poetica di questa autrice, ma vi perderete in lunghe riflessioni sul senso della vita di Anouk e vostra.
L’autrice ha una grandissima capacità descrittiva, non solo dei paesaggi ma anche dell’animo umano, riuscendo a coniugare il tutto attraverso una scrittura elegante e leggera.
Attraverso le parole di Federica Galetto vi sembrerà di volteggiare tra le pagine di questo libro, arrivando alla fine del romanzo senza rendervene conto, consapevoli di aver camminato non solo tra le frasi e la trama del testo, ma dentro i sentieri della vostra anima.
Volteggiate, camminate, correte ma soprattutto vivete appieno la vostra vita…buona lettura!!!
(Marianna Di Bella)
Questa recensione è apparsa il 17.05.2017 sul blog
Grazie a
“Anouk” di Federica Galetto – flowered 2017

Nata per scrivere – Born to write

ANOUKcover

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Scrivere non è affatto un vezzo o solo un modo per superare la banalità del quotidiano. Per qualcuno potrebbe anche esserlo, ma per me rappresenta soprattutto una sorta di rivincita con la vita, un modo di affermare la mia presenza/essenza su questa Terra e lasciare una traccia. Andando molto indietro nel tempo, ritrovo i miei primi tentativi  di scrittura; potevo avere dieci anni o forse anche meno. Sono nata per scrivere. E questo, con il passare degli anni mi è risultato sempre più chiaro. Un giorno, intorno ai tredici anni, lessi Shakespeare per la prima volta e immediatamente ebbi la convinzione che non esistesse niente di più bello. Passai, per merito di un’insegnante illuminata,  attraverso la traduzione dei suoi versi, imparando così ad amare ancora di più la lingua inglese e la traduzione stessa. Ho poi letto molto e scritto ancora di più, mi sono innamorata della Poesia e della Letteratura in un percorso che non si è fermato mai, da quando ho la capacità di leggere e scrivere. Per un certo periodo e per puro piacere personale, nonché per allenarmi alla bellezza della parola, ho ricopiato a mano  alcuni romanzi di Virginia Woolf e Katherine Mansfield, le mie scrittrici preferite, tradotto poi manuali tecnici per mantenermi, scritto per giornali e riviste quando internet ancora era inesistente e si doveva fare i conti con macchine da scrivere rumorose, che si inceppavano pizzicando il nastro negli ingranaggi, e che facevano borbottare i miei vicini di casa perché lavoravo di notte e il ticchettio dei tasti nel silenzio notturno li infastidiva. Negli anni, ho scritto soprattutto racconti, una forma di scrittura che mi è congeniale. Un giorno poi decisi di partecipare ad un concorso Mondadori, che selezionò fra i primi dieci un mio racconto per una pubblicazione antologica. Da allora, ebbi la consapevolezza che la mia scrittura valeva agli occhi del mondo, e che l’assolo letterario che perpetravo da anni e anni poteva diventare qualcosa che anche gli altri apprezzavano. In mezzo a tutto ciò, la vita con i suoi alti e bassi. Gli studi universitari, il matrimonio, i figli. Dopo aver scritto, negli ultimi dieci anni diversi libri di Poesia, il mio primo vero amore, ho iniziato a pensare che fosse giunto il momento di mettere in cantiere un romanzo. Così nasce “Anouk”, dopo una palestra durata a lungo in cui hanno transitato tanta poesia e narrativa, tante letture, scritture e riscritture, traduzioni. Si tratta di un romanzo che contiene buona parte delle mie passioni: la Poesia, la scrittura, il racconto, i libri, i paesi anglosassoni, l’Arte del collage, qui intesa come struttura del romanzo che porta in sé elementi epistolari alternati a vari racconti confluenti in un’unica grande tela . Ho voluto costruire il mio primo romanzo secondo criteri di passione da sempre insiti in me e creare un mondo unico, fatto su misura, non solo per me ma anche e soprattutto per i lettori che amano le mie stesse cose e hanno inevitabilmente una sensibilità affine alla mia. Qualcuno che mi conosce bene dice che sono romantica fino allo sfinimento, precisa come un orologio svizzero, tagliente come una lama e sorprendente nel descrivere paesaggi, delineare atmosfere. Forse è vero, forse no, non sta a me dirlo; dal canto mio ciò che davvero spero è che la storia della mia protagonista, Anouk, possa far vivere a chiunque la leggerà, “dal di dentro” ogni frase, ogni parola, come se il mio libro fosse uno specchio delle proprie emozioni, del proprio sentire interno e questo fosse fedele, così vicino al cuore di ognuno tanto da riconoscersi. Ho sempre scritto ed è ciò che meglio so fare, è ciò che voglio fare. L’amore ha guidato la mia mano nella stesura del mio romanzo. Ai lettori  l’ultima parola.

Federica Galetto, Anouk, coll. Il Vaso di Pandora, vol. 10, flower-ed 2017

Questo post è comparso sul blog del mio editore al link:

https://floweredblog.wordpress.com/2017/04/21/nata-per-scrivere/