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ISTANTANEE- Fernanda Ferraresso: “L’ingombro” di Simonetta Sambiase – Note di lettura

ISTANTANEE- Fernanda Ferraresso: “L’ingombro” di Simonetta Sambiase – Note di lettura

CARTESENSIBILI

ariel de la vega

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C’è folla
nel ripostiglio gli abiti si stanno spintonando
spuntano alla rinfusa e vado fraintendendo
longitudine linguaggi e sei ante d’armadio
pieno di lavanda che toglie le tarme all’esistenza
i piumoni cadono dal sonno
arrivano i piedi freddi e si scalpellano alle scarpe
spazi ristretti e scampoli fuori epoca

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Da altre solitudini

Un testo di Fernanda Ferraresso tradotto in inglese da Rose Bazzoli

A poem by Fernanda Ferraresso translated in English by Rose Bazzoli

FERNIROSSO webBLOCK

 hiroyuki masuyama

Da altre solitudini  qui
si nasce e ancorati qui
si muore
il posto è lo stesso
questa composta
di terra e di cielo
una raccolta di memorie e bugie
ossari di candide giornate manguste
barattate con i sogni e i sortilegi del caso
la sfortuna d’essere nati qui o la fortuna d’essere usciti là nei regni
oltre il paradiso o dentro l’inferno video-game-ti
a dritta dell’africa a occidente dell’india
a nord dell’angola a sud della bosnia
e ancora in tutti i crociati
arsenali della guerra che sbandiera menzogne dorate
come pane da mangiare e ricchezza da rubare
dalla pancia sverginata del pianeta
nel ventre dello stupro di cento mille celle
migliaia di femmine che rimpiazzano altre
ingovernabili orribili creature
torturate dalla stortura di pensieri velenosi
terremotate ideologie fasulle
iniettate a colpi di democratica tirannide.
L’indulgenza plenaria ai propri debiti
l’indecenza di credersi potenti
qui
su questo affollato innocente…

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tra i miei zeri

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hiroyuki nakajima

hiroyuki nakajima
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0.0

quattro elementi
in farine uguali sono vertebre
le alte mura del mio corpo
pagine di un libro che ancora non conosco
tra scritte d’acqua nel ventre della madre
da un segno tratte
rosso nel fuoco del suo sangue
in terra impresso questo corpo
d’aria sfattosi poi oscuro e grave
un segno   solo.

0.1

bassa
sto nel marmo chiusa la spiga
non dà seme la mia acqua
cielo e radice sono l’innesto aperto
il prato mio profuma di universo

0.2

non è grave
nella quieta stanza il corpo
fermo
orizzontale attonito
il cielo
scende bianco
albume
questo inchiostro
senza segno

0.3

tacciono
le ore gli attimi
non arde l’aria in questa ade
chiara nel petto
e lancinante soltanto una chiave
informa ogni silenzio
di una sola parola

0.4

fiorisce dalla bocca il cielo
la mia bianca
ora
dal suo labbro la mia parola
muta
soltanto uno…

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