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Anna Wigley, Miserable Weather/Tempo ingrato

Anna Wigley, Miserable Weather

Iris di Kolibris

nubi

Tempo ingrato

Il meteorologo preannuncia tempo ingrato.
E intende grigio, il mio colore di cielo
preferito: il peltro raggiante e delicato,
violetto sfrangiato delle nubi di pioggia del Galles,
in trapunte di palazzi e ammassi di colline
basse sui campi, a tracciare ombre azzurre.
E con ingrato intende pioggia:
il dio liquido, risposta alle preghiere
dei sogni febbrili dei contadini; quello
che gira le chiavi nel suolo, fa scattare interruttori,
maestro delle resurrezioni, che risveglia i semi,
dal sonno vergine, e fiocchi minuscoli,
grani lievissimi e punti quasi invisibili.
Il tempo ingrato riveste le pecore di grasso.
Il tempo ingrato gonfia grano, orzo e avena.
Le nubi si abbassano con il loro patrimonio,
i campi traboccano di lingotti, e ogni fosso
è un portafogli aperto e goccia argento.
Lasciate che corra le strade il tempo ingrato,
ragazza folle che scuote i lunghi capelli.
Lasciate che passi la mano sulle colline

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Se d’inverno una notte – If on a winter’s night

Risveglio d’inverno
Dal mio letto posso sentire quanto siano vuote le strade.
Né la casa arieggia, bensì diviene oscurità mentre
le finestre separano dall’ombra il proprio intorbidarsi
e incorniciano la fetta di ghiaccio di luna che si scioglie.
I natali dell’infanzia si spingono dentro,
conforto di lana e tè, le impavide corolle di fiamma in
cucina,
il giardino dipinto visibile da dentro
tutto incantato; e un fumo bianco si leva dalle pietre.
La notte, poi, manteneva il patto con la stagione, consegnata
mentre dormivamo ad austerità di cristallo,
il tocco di un maestro della pittura.
Poi, quando salto fuori, sono un ospite appena arrivato
in un posto strano, dove il sole è di peltro
e mattoni e bandiere sono intarsiati di lustrini.

§

Waking in Winter
From my bed I can feel how empty are the streets.
Nor does the house air, but turns in darkness
while the windows sort their blurs from shadow
and frame the melting ice-slice of the moon.
The Christmases of childhood press in,
comforts of wool and tea, the brave corollas of cooker flame,
the painted garden visible from the kitchen
all spellbound; and a white smoke rising from the stones.
The night, then, kept its pact with the season,
was delivered while we slept to austerities of crystal,
the brushwork of a master.
Later, when I step out, I am a guest newly arrived
in a strange place, where the sun is made of pewter
and every brick and flag is sewn with sequins.

ANNA WIGLEY
da Risveglio d’inverno
Kolibris 2010

Traduzione di Chiara De Luca