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Tre poesie da Assorta la corda vira di Federica Galetto

Simonetta Sambiase, che ringrazio, dedica oggi un post al mio libro Assorta la corda vira in occasione del mio compleanno. Auguri Federica Galetto dunque, auguri a me di tante buone cose e buona scrittura a venire.

Il Golem Femmina

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GLI ANNI

Tu
che hai fatto il giro di boa
che da quindici sono trenta
Gli anni
Trenta snodi d’acciaio
in un bestiario di carta
in brossura
inseguendo cigni nel lago
a riemergere appena un passato
Gli anni invaghiti del tremore
le dure spinte al dosso
comunque e sempre
Un bacio sulla porta che deve
senza sperare mai
Dove sei andato
incollato cielo di ieri sul petto
un mormorare lesto d’ansia
la palpebra sola sul respiro
dove quella corsa al mio collo
nelle sere d’inverno
sul cuscino l’impronta di latte
Siamo vapore nel sole
tu
che hai fatto il giro di boa
che da quindici sono trenta
Gli anni
Ancora mi cerchi nei passi
la mattina presto
mai esistiti sul parquet di iroko
che scalda la tua casa
mai sentiti davvero
sognati come nuvole che passano
E i fogli scritti di sentimento
le parole schiave
un furtivo chiederne ancora per…

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“Terracqua” di Mirella Crapanzano – Una nota di lettura

 

Terracquacover

§

Ci si incammina assaporando il profumo del mare. Oltre le spiagge, il sentore del sale sugli orti e le case. Le sterne cantano attraversando con un volo radente il rollio delle onde e il loro frastuono. Così incomincia il viaggio attraverso “Terracqua”, luogo multiforme a cui il Poeta appartiene e di cui nutre la propria memoria. Vi sono sposalizi avvenuti sulla schiuma di un onda e anemoni sui fondali marini a raccontare un amore

(i fiori per la sposa giacciono/ in fondo distese brulicanti di anemoni/fanno una corolla nuziale),

l’avvicendarsi ciclico del giorno e della notte sotto cieli neri e venti sopiti, il silenzio della natura in un’isola di primigenia bellezza

(il vento tace sull’isola/ come un presagio/l’alta marea tra i seni/ il nero stellato intorno/a fior d’acqua lucciole ignare costeggiano/le coste).

E il ricordo che brucia come lava di vulcano, lo stesso ricoperto di terra nera che aleggia nell’aria greve. Con una scrittura intensa ed elegante, Mirella Crapanzano ci conduce nel suo Eden personale, nel suo centro emozionale, nella sua radice di acqua, fuoco e terra di Sicilia dove l’autrice nasce. Nella mente i suoni liquidi del mare, le impalpabili luci dell’alba, i tramonti trafitti di rossi accesi, le notti nere senza luna, le risacche che sempre tornano: così è il mondo descritto dai versi armoniosi di questa autrice siciliana, nata ad Agrigento; un mondo percorso a piedi scalzi e con la salsedine sulla pelle

(un colore ti segue nella pienezza/delle ore/reclama la presenza di chi/cammina a piedi scalzi/e vede il mare/come qualcosa che gli somiglia),

in simbiosi con l’ambiente isolano che ospita il Poeta nel suo percorso esistenziale e lo rende colmo di un forte senso di appartenenza

(ho respirato a lungo sott’acqua/come un pesce/ una stella marina/un’alga/ed ero felice).

E’ viscere e cuore, echi d’Africa e fioriture di mandorli questa raccolta di poesie, un vorticoso avvicendarsi di colori, profumi e immagini nitide, tanto da poterle quasi toccare

(ero terra e nuvole a vista d’occhio/corrente ascensionale d’acqua/una vertigine intagliata sulla pelle).

La casa accoglie il verde dei prati e il rombo del mare: dalle sue finestre si vedono i ciliegi in fiore scuotere l’aria di profumi e il mare quando “s’arriccia e imbianca”. E le stagioni scorrono negli occhi di bambina e poi di donna, s’accendono le voci delle madri e dei padri, delle tradizioni mai perdute

(ho colorato i frutti di martorana/cucinato i biscotti/i pupiddi di zuccaru/ ca mi cercanu l’occhi/bacche mature speziate per la festa/nei giorni dei morti/vedi/ci sono bancarelle/di calia/ simenza e ciuri)

della terra e del suo grembo che porta l’amore e i suoi frutti

(in quel tempo mirabile/il punto dove si annidano i colori/crescono gli aranci)

Scorrono i mesi, le stagioni si avvicendano raccontando storie, eludendo i drammi dell’individuo che sòlo talvolta langue nel sentirsi tale; e poi la perdita di chi si ama che lascia “il vuoto sul divano” fino al giungere della passione, e della sorpresa al tocco di una mano, del profumo del desiderio (l’odore è quello della spremitura/dopo la pioggia .)

Fuori da una stanza in ombra (e come sere/ le finestre/hanno il bianco dei gelsomini) il sole cocente e il profumo di zagare e gelsomini, dentro le mura il dissolversi dei corpi; fino al tempo in cui scende la neve, che con la sua fragilità è metafora della vita e della sua inconsistente ma luminosa meraviglia. Finito il viaggio si ricomincia dall’acqua, e poi la terra, e il fuoco, e ancora il mare, in un moto circolare di eterno ritorno; perché gli elementi e le anime si appartengono, costituiscono uno spazio segreto tra ciò che è chiaro e ciò che è oscuro, tra cultura e natura, tra spirito e corpo, tra Dio e gli Uomini.

il senso che il divino oscilla

tra campi di stelle e umani

dagli occhi trasparenti all’invisibile

Federica Galetto

Terracqua, Mirella Crapanzano

Terra d’Ulivi Edizioni 2016

http://www.edizioniterradulivi.it/terracqua/118

 

da Voci dell’Aria – May Ziadeh

Associazione Culturale Exosphere PoesiArtEventi, di Simonetta Sambiase, Gabriella Gianfelici e Federica Galetto, in collaborazione con Eutopia Rigenerazioni Territoriali, nell’ambito della manifestazione PRIMAVERA DONNA 2016 organizza sabato 23 aprile alle ore 17.00, presso GHIRBA – Biosteria della Gabella, Via Roma 76, Reggio Emilia la presentazione dell’Antologia poetica femminile “VOCI DELL’ARIA”

Il Golem Femmina

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da VOCI DELL’ARIA
Antologia di Poesia Femminile

UNA PICCOLA STORIA
di May Ziadeh
(1886-1941)

Non è il varo di una nuova nave
che non àncora la sua via per navigare
A leggero si prova un … un quasi piacere
è una quieta per l’anima affaticata
Così essa non è né lunga né spossante
nulla d’impenetrabile o di misterioso
lei è così, così piccola e, potrebbe essere, interessante!
Datemi ascolto ma in modo serioso….

(trad. S. Sambiase)

Datemi ascolto, ma in modo serioso... Sono versi che identificano parte del lavoro poetico giornalistico di May Ziadeh che con la sua poesia e i suoi scritti fu pioniera di una nuova identità femminile palestinese che ben si espresse nel 1921, quando alla conferenza egiziana “The goal of life” , May Ziadeh fece appello a tutte le donne arabe di aspirare alla libertà e di non chiudersi all’Occidente mantenendo pienamente la propria identità…

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Federica Galetto

La recensione di Narda Fattori al mio libro “Stanze del nord” – Onirica Edizioni, 2012

il giardino dei poeti

Appare, da queste poesie, un desiderio espresso, anche se molto metamorfico, di comunicazione estesa, come se andasse ritrovata una grazia posseduta e ormai smarrita (involtolate), una capacità di dialogare fra le cose e fra e le cose e le creature, capacità perduta in parlottio disturbante estraneo alla comunicazione, anzi volutamente interessato a che non si compia nessun pacifico dialogo. Si è contaminato e svilito, anche ingannato, ogni verità, ogni stare di pace. Ogni chiarezza, ogni corretta individuazione e distinzione si è smarrita e il buffone quasi non si distingue dal sapente.
Ma continua la Galetto a dirci di questi tempi di sabbie mobili che risucchiano là dove si sarebbe desiderato appena sostare:
“apro la bocca e le mani ingoiando senza masticare
afferrando senza stringere
poiché piegata è la rima dei secondi
senza ristoro e luci
m’imbatto nei prologhi di questo mio disordine
a sbriciolarne contenuti
.
..”; si rimane ai…

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Collana Exosphere Plaquettes: “Semi di parole” di Elina Miticocchio

semidiparolecoverEsce per i tipi dell’ Associazione Culturale Exosphere PoesiArtEventi, nella Collana Exosphere Plaquettes, la plaquette di Elina Miticocchio “Semi di parole”: una pubblicazione da collezione, fatta di grani preziosi. Immersa nella luce e nei chiaro-scuri tipici della poetica della Miticocchio, si snoda in un percorso breve, composto da un numero limitato di testi scelti che esaltano tutte le peculiarità della poetica di questa Autrice. Abbarbicati al ricordo infantile dei giochi e delle parole, striati di nuvole e punti neri di rondini nel cielo, i versi brevi si susseguono pervasi da quiete e pressante incalzare di voci e sapori, odori del tempo andato e di vecchie cucine, di presenze ferme nel transito di una bellezza sospesa. Osserva minuzie e ricorda, guidata da una voce che come esterna a sé si svolge, la parola. E mette le ali, le stesse che dentro si aprono sul mondo sensibile, le stesse che suonano campanelli legati ai piedi ed entrano, in territori fatati e domestici fatti di violette, angeli vestiti di carne, tendine di merletto e attese; delle piogge e della neve, di  gesti consumati fra schiocchi di aria e porte sbattute e silenzi. Questa plaquette brilla di lucciole e di margherite a nevicare sui capelli, odora di pane e di terra, di panni asciugati al sole. La madre, il padre, l’amore, la terra d’origine e la gioia della vita, il ricordo, sono trama fatta di un organza finissima, bordata da fili di piombo in  un sogno circolare. La meraviglia s’illumina e balla nel “l’irripetibile lucore dell’assenza”, perché “nell’istante di luce noi siamo sgrammaticate marionette” ,  “il tuo vento è grano bruciato dalla neve”.

E “una parola serbata una nuvola sottile un fiato/tra i capelli di mia nonna/e mi ripete lenta il canto/

il verde dell’erba che incauta/ m’incanta.

Una imperdibile raccolta da collezione dell’autrice di “Per filo e per segno”,  un’altra magia che torna e ritorna, laddove “la meraviglia alberga nel cappello della notte”.

Federica Galetto, 24 giugno 2015

 

Elina Miticocchio, “Semi di parole”, Associazione culturale Exosphere PoesiArtEventi, Collana Exosphere Plaquettes, Giugno 2015, tiratura limitata.

info e prenotazioni: exosphere@virgilio.it