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The little story of the dead flame

collagefiamma

art@Federica Nightingale

§

 

This is the little story of the dead flame

Like a round ring it swirls

and whispers

I’m unheard and lonely and weird

That mind oh so gritty

buried with indifference

into the gray marble you are contained in

And my angel wings burn

(oh so fast they burn)

like the low sky of january out there

I do not know the decision

I do not know who you are

and I, I survive endlessly without

fear

Of you poor soul pouring disdain

and sink deeply into a black deaf plea

That’s the damage you do to yourself

My love without head and arms and hands

overwhelming the nothingness

§

Questa è la piccola storia della morta fiamma

Come un tondo anello turbina
e sussurra
Sono inascoltata e sola e strana
Quella mente oh così caparbia
sepolta dall’indifferenza
nel marmo grigio che ti contiene
E le mie ali d’angelo bruciano
(oh bruciano così in fretta)
come il cielo basso di gennaio là fuori
Non conosco la decisione
Non so chi sei
ed io, io sopravvivo all’infinito senza
paura
di te povera anima che versa disprezzo
e affonda profondamente dentro
una supplica sorda
E’ il danno che fai a te stesso
Il mio amore senza testa e braccia e mani
a sommergere il nulla

 

 

 

Era la fine di dicembre

vinbrule

 

 

§

Era la fine di dicembre, la fine dell’anno che si preparava ad andarsene. Non era poi così silente il suo andar via,si udivano infatti centinaia di voci sui gradini della scala che portava al piano di sopra; e dicevano che era ancora aperta una ferita o che le mani che non si toccavano più ancora non si riallacciavano. Poi, l’acqua era fredda sulla stufa economica, la legna ancora mancava. Piangeva una donna,un bambino, le tende erano stinte e vecchie, i tappeti battuti da troppi battipanni languivano. Fra un cicaleccio e un ghermire di gioia non si spannavano i vetri, neanche per un minuto. Ma il sobbollire lento di un minestrone avvolgeva le mura, contente di respirare il cibo ghiotto di un pasto volatile come il fiato. Dai letti sortiva una colonna di pieghe morbide, così strette da non far passare il gelo. Non c’erano cose certe nè incerte in quel momento,tutto era sospeso in una incognita brillante prima, opaca poi. Il fuoco, ritrovato dopo averne rivoltato i resti, gongolava ora a più non posso e le densità amare di domani, ieri e oggi s’aggrovigliavano ai ritorni d’eco d’una speranza. Chè quella danzava sul portico e nel corridoio, e non si fermava mai, accorrendo per non perdersi fra le minuzie indesiderate, le piccole infastidite rogne domestiche. Il denaro era partito per tornare non si sa quando, e c’era un amante smarrito fuori alla porta che non si decideva a bussare. Mescolando la minestra pensavo che forse avrei potuto arrivare fino a primavera senza scorticarmi troppo le dita nel tentare di arrampicarmi ai sogni, e pensavo anche che le solite amarezze sarei riuscita ad annegarle nel brodo di carota e patate. In fondo erano povere cose ma fumanti,calde,ristoratrici. L’arte mi chiamava da dietro l’insonnolito giorno a finire.Il 31 dicembre era una data infame, non portava che gerle di pensieri e voci lamentose;eppure credevo davvero in quel pozzo d’insoluto e aspettavo il 1 gennaio con l’ansia di un fanciullo. Ridevo fra me e me, che arrivasse l’anno nuovo, ne avrei fatto strati di coperte per stare bene, anche con cori e voci a gridare scontento. Avevo un piccolo dono nel grembo, un diamante che era la vita, all’ombra del solito dissacrante ghigno d’incerto,un futile slancio nel futuro che avrei vissuto senza gloria e senza lode, ma innamorata del solo istante. Uno solo.

 

Buon Anno da La Lepre e il Cerchio

 

Temporali spettri

 

§

Decodifico le ombre
I rombi lontani dei
Temporali spettri
Le luminarie disdicevoli del
Rogo arancio in valle
Pizzico di cumulo
Nembi di cielo caduti
Sui colli la speranza
Trattenuta nelle sacche di
Grandine in solfeggio
Docili istruzioni alle imposte delle finestre
Chiuse dal lago che scivola
Ripetendo il canto
I suoi denti nei miei
Pensieri cumuliformi
E il vento a gridare polveri
Per disossare il prato
Lenta(mente) la mano
Cade nel f(osso)
Che gocciola
Spine d’acqua

The sky over – Il cielo sopra

viewwithbirds

§

The sky over

a multitude of black

birds like curtains spreading

just a choir singing

a mood dancing

Go out and listen

what’s the meaning of that

cold air tip-toeing

Under the trees the grey air

heaves a sigh and burns

all the wings darkening

the horizon

Let me spread my inner

frequence of the day

into your pupil

like a star dazzled by

the morning light

*

Il cielo sopra

Una moltitudine di neri

uccelli come tende nell’allargare

solo un coro che canta

un umore che danza

Esci e ascolta

qual è il significato di quell’aria

fredda che balla in punta di piedi

Sotto gli alberi

l’aria grigia

sospira e brucia

tutte le ali che oscurano

l’orizzonte

Lasciami spargere la mia frequenza

interna del giorno

dentro la tua pupilla

come una stella accecata

dalla luce del mattino

greca

Linger

Lizzie Riches

art@Lizzie Riches

 

Linger

I’m hidden inside of  you

and my orchard hangs there

where we don’t need to argue

(anymore)

Linger

I’m your lover forever (and ever)

now that you know that

the sky is nearer

and the joy grows

every day under my skin and my tongue

Linger baby, linger

hold me tight ‘till

I’m  melted

I’m outrageously gorgeous

and happy

Linger

‘cause I feel you need me

more than the air you breathe

Linger my love,

I’m so scared you leave

please, have faith in love

never be sad

never be sorry

Mind you,

keep some

rasperries for the sunny days

I belong to

Linger

Linger

Hush, linger now and forever

My orchard is brightly rich of myself

and fruits of our deep passion

Linger because I’m diamond

truth

your cup of tea

(do you know you make me cry)

(do you know you make me die)

Linger, my sweetheart

the moon is here to stay

and the leaves never be aside

‘cause you’re my roof

my home

and flooding soul