Archivi tag: poesia gallese

Anna Wigley, Miserable Weather/Tempo ingrato

Anna Wigley, Miserable Weather

Iris di Kolibris

nubi

Tempo ingrato

Il meteorologo preannuncia tempo ingrato.
E intende grigio, il mio colore di cielo
preferito: il peltro raggiante e delicato,
violetto sfrangiato delle nubi di pioggia del Galles,
in trapunte di palazzi e ammassi di colline
basse sui campi, a tracciare ombre azzurre.
E con ingrato intende pioggia:
il dio liquido, risposta alle preghiere
dei sogni febbrili dei contadini; quello
che gira le chiavi nel suolo, fa scattare interruttori,
maestro delle resurrezioni, che risveglia i semi,
dal sonno vergine, e fiocchi minuscoli,
grani lievissimi e punti quasi invisibili.
Il tempo ingrato riveste le pecore di grasso.
Il tempo ingrato gonfia grano, orzo e avena.
Le nubi si abbassano con il loro patrimonio,
i campi traboccano di lingotti, e ogni fosso
è un portafogli aperto e goccia argento.
Lasciate che corra le strade il tempo ingrato,
ragazza folle che scuote i lunghi capelli.
Lasciate che passi la mano sulle colline

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Dylan Thomas, “Fern Hill” (Il colle delle felci)

Dylan Thomas tradotto da Andrea Sirotti

Iris di Kolibris

traduzione di Andrea Sirotti

FERN HILL

Now as I was young and easy under the apple boughs

About the lilting house and happy as the grass was green,

The night above the dingle starry,

Time let me hail and climb

Golden in the heydays of his eyes,

And honoured among wagons I was prince of the apple towns

And once below a time I lordly had the trees and leaves

Trail with daisies and barley

Down the rivers of the windfall light.

And as I was green and carefree, famous among the barns

About the happy yard and singing as the farm was home,

In the sun that is young once only,

Time let me play and be

Golden in the mercy of his means,

And green and golden I was huntsman and herdsman, the calves

Sang to my horn, the foxes on the hills barked clear and cold,

And…

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Gillian Clarke, Una ricetta per l’acqua

Iris di Kolibris

ClarkeGillian Clarke, poeta nazionale del Galles, drammaturga, traduttrice (dal gallese), è certamente una delle figure centrali, più popolari e rappresentative della letteratura gallese contemporanea. Scrittrice anglo-gallese – la lingua in cui scrive è l’inglese – è tuttavia, senza alcun dubbio, profondamente radicata nella cultura, nelle tradizioni, nella lingua, nell’ambiente del Galles.
La sua poesia tratta del rapporto tra luogo e memoria, paesaggio e lingua; scava non solo nel mito e nella leggenda del suo paese, aggiornandone e riformulandone le immagini, ma anche nella sua storia personale, in quella della sua famiglia, del Galles industriale e rurale, passata e presente. Anche quando il suo mondo è fatto del “qui e ora” lo sguardo della poeta però sa trascendere i confini locali e guardare oltre anche a mondi più lontani, a comunità diverse che sa raccontare con uguale intensità e partecipazione.

Le poesie che seguono sono tratte da Una ricetta per…

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