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Eavan Boland, Talking to my Daughter Late at Night, in traduzione

 

Eavan Boland
Eavan Boland

 

 

Talking to my Daughter Late at Night

We have a tray, a pot of tea, a scone*.

This is the hour

When one thing pours itself into another :

The gable of our house stored in shadow.

A spring planet bending ice

Into an absolute of light.

Your childhood ended years ago. There is

No path back to it. There is

No certainty I can find

The if or maybe that might remedy

An afternoon you walked up the hill

After school. In winter, in tears.

The fire smoulders down into cinders.

Lilac shivers in the March dark.

If love is a civilization,

As I once hoped it was,

And you and I are its living citizens

And if our words

Are less than rules and more than remedies

As we speak, maybe

Someone escapes from a wounded morning

In a small classroom and finds

The world is not stern, after all. Paper birds

Are folded and fly off in the playground.

And when lessons resume in the afternoon

The essay is easy. It is

A Day in the Life of a Penny.

Afterwards, at teatime, the sweets have old names –

Cinder Toffee Bullseye Marry Me Quick –

The children shout out and I listen

To hear your voice with theirs, but no

It’s here now telling me

How late the hour is, the birds almost up

And we smile at this

As we put the tray away,

Douse the fire and wash out the cups.

 

§

 

Parlando con mia figlia a notte tarda

 Abbiamo un vassoio, una teiera, uno scone*.

Questa è l’ora

Quando una cosa si versa dentro un’altra:

La facciata della nostra casa riposta nell’ombra.

Un pianeta nascente che piega il ghiaccio

Dentro un assoluto di luce.

La tua infanzia è finita anni fa. Non c’è

Nessun sentiero che riporti ad essa. Non c’è

Nessuna certezza che posso trovare

Il se o il forse  che potrebbe rimediare

Ad un pomeriggio in cui camminasti su per la collina

Dopo la scuola. D’ inverno, in lacrime.

I resti del fuoco senza fiamma a covare giù nella cenere.

Brividi lilla nel buio di Marzo.

Se l’amore è civiltà,

Come io una volta speravo che fosse,

E tu ed io ne siamo i suoi cittadini viventi

E se le nostre parole

Sono meno delle regole e più dei rimedi

Mentre parliamo, forse

Qualcuno fugge da un mattino ferito

In una piccola classe e trova

Che il mondo non è severo, dopo tutto. Uccelli di carta

Vengono ripiegati e spiccano il volo nel cortile.

E quando le lezioni riprendono nel pomeriggio

Il tema è facile. E’

Un giorno nella Vita di un Penny.

Dopo, all’ora del tè, i dolci hanno vecchi nomi –

Cinder Toffee Bullseye Marry Me Quick –

I bambini gridano e io ascolto

Per sentire la tua voce con le loro, ma no

E’ qui ora a dirmi

Quanto sia tardi, gli uccelli quasi svegli

E noi che ridiamo di questo

Mentre mettiamo via il vassoio,

Spegniamo il fuoco e laviamo le tazze.

 

Eavan Boland

Traduzione di Federica Galetto

*scone: tipico dolcetto scozzese

Testo tratto da:

“A woman without a country”, Carcanet Press 2014

http://www.carcanet.co.uk/cgi-bin/indexer?product=9781847772176

 

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Kontemporaneapoiesis: Aine MacAodha

Words Social Forum

Aine MacAodha è scrittrice e fotografa. Originaria di Omagh, situata nella Contea di Tyrone, Irlanda del Nord. Suoi saggi, poesie e fotografie sono stati pubblicati su Luciole Press e Pirene’s Fountain, la sua Poesia su diverse riviste on line come Argotist Online, Arabesque Review, Shamrock Haiku Journal, The Herald, Celtic Myth Podshow, Debris Magazine e recentemente su The Toronto Quarterly, Glasgow Review, Outburst Magazine, The Firstcut e le prime due uscite di http://soylesipoetrymagazine.com/download-issues/. I suoi versi sono stati tradotti in lingua turca. Ha pubblicato due raccolte poetiche: “Where the three Rivers Meet” e ” Guth An Anam (Voice of the soul)”

La Poesia e la Fotografia di Aine attingono a piene mani dalla cultura celtica e dal paesaggio irlandese che circonda l’artista. Scrittori come Seamus Heaney, Rumi, Basho, John Montague sono sue fonti d’ispirazione.

Solstice

Atlantic coast, Donegal

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