Archivi tag: traduzioni

Gabriel Olearnik, traduzione di Federica Galetto

Traduzione di testi scelti dal libro “Amor de Lonh” di Gabriel Olearnik

Andromache Books, Londra, 2009

Edizioni Kolibris

Gabriel Olearnik è di origini polacche, cresciuto in Inghilterra ha frequentato i suoi studi a Londra. La sua formazione comprende studi di letteratura medioevale e storia. Il suo lavoro è apparso su Dappled Things (http://www.dappledthings.org/) (Pushcart Prize nominee) ed è stato adattato per una performance musicale dal compositore classico Premyslaw Salomonski .

Pubblicato dalla casa editrice Andromache Books di Londra (http://andromachebooks.co.uk/), nel panorama della poesia internazionale questo libro si distingue raccogliendo in sé una particolare vena di raffinatezza e profondità. Sradicata da una contemporaneità spesso carica di brutture stilistiche e contenuti troppo legati a un realismo d’effetto , la poetica di Olearnik nuota nel mare dell’Alchimia e dei grandi Misteri esistenziali e filosofici come l’Amore, la Morte, la Trasformazione fisica e psichica dell’Uomo, la Passione e il Pensiero, la Bellezza (“The last pagan”, “Acid and optics”).
Lo stile elegante, lirico, epico, dagli accenti stilistici di un Medioevo…

View original post 3.574 altre parole

Annunci

Virginia Woolf- un omaggio nel giorno del suo compleanno

woolf8

woolfhauntedstories

A qualunque ora ci si svegliasse c’era una porta che si spostava oscillando. Da stanza a stanza si muoveva, mano nella mano, sollevando qui, aprendo là, cercando certezze – una coppia  di fantasmi.

“L’avevamo lasciata qui” diceva lei. E lui aggiungeva, “Oh, ma anche qui!” “E’ di sopra”, lei mormorava. “E nel giardino”, sussurrava lui “Facciamo piano”, dicevano, “o li sveglieremo”.

Ma non è che ci svegliavate. Oh, no. “La stanno cercando; si stanno avvicinando alla tenda”, uno potrebbe dire, e continuare così a leggere una pagina o due. “Ora l’hanno trovata”, uno ne sarebbe certo, fermando la matita sul margine. E poi, stanco di leggere, si potrebbe alzare a vedere da sé, la casa tutta vuota, le porte rimaste aperte, solo i piccioni gorgogliare contenti e il ronzio della mietitrebbia risuonare dalla fattoria. “Che cosa sono entrato a fare qui? Cosa intendevo trovare?” Le mie mani erano vuote.

“ Forse è sopra dunque?” Le mele erano in soffitta. E poi giù di nuovo, il giardino immobile come sempre, solo il libro era scivolato nell’erba.

Ma l’avevano trovata nel salotto. Non che uno riuscisse mai a vederli. I cristalli della finestra riflettevano mele, riflettevano rose; tutte le foglie erano verdi nel vetro. Se si muovevano nel salotto, solo la mela si rigirava sul suo lato giallo. Tuttavia, un momento dopo, se la porta era aperta, si allargava sul pavimento, rimaneva sospesa alle pareti, pendendo dal soffitto – Cosa? Le mie mani erano vuote. L’ombra di un tordo attraversava il tappeto; dai pozzi più profondi del silenzio il piccione tracciava la sua bolla sonora. “Sicuro, sicuro, sicuro”, il polso della casa batteva sommessamente. “Il tesoro sepolto; la stanza…” il battito si fermò bruscamente. Oh, era quello il tesoro sepolto? Un momento più tardi la luce s’era sbiadita. Fuori in giardino allora? Ma gli alberi intesserono l’oscurità per una lama di sole vagante. Così sottile, così raro, sprofondato con disinvoltura sotto la superficie il raggio che cercavo  sempre ardeva dietro il vetro. La Morte era il vetro; la morte era fra noi; andando dalla donna prima, centinaia di anni fa, lasciando la casa, sigillando tutte le finestre; le stanze erano oscurate.

Brano tratto da “A haunted house” – Traduzione di Federica Galetto

Orlando

orlando

*

 

“The first stroke of midnight sounded. Orlando then for the first time noticed a small cloud gathered behind the dome of St Paul’s. As the strokes sounded, the cloud increased, and she saw it darken and spread with extraordinary speed […] As the ninth, tenth, and eleventh strokes struck, a huge blackness sprawled over the whole of London. With the twelfth stroke of midnight, the darkness was complete. A turbulent welter of cloud covered the city. All was darkness; all was doubt; all was confusion. The Eighteenth century was over; the Nineteenth century had begun”.

 

§

 

“Il primo rintocco di mezzanotte suonò. Orlando allora per la prima volta notò una piccola nube raccogliersi dietro il duomo di St. Paul. Al risuonare del rintocco, la nube crebbe, e la vide scurirsi ed espandersi a straordinaria velocità […]Al nono, decimo, e undicesimo rintocco, una vasta buiezza  si distese sull’intera Londra. Al dodicesimo rintocco di mezzanotte, l’oscurità fu completa. Un turbolento ammasso di nubi coprì la città. Tutto era tenebra; tutto era incerto; tutto era confuso. Il Diciottesimo secolo era finito; il Diciannovesimo secolo era cominciato”.

Tratto da “Orlando”, di Virginia Woolf

Traduzione  di Federica Galetto

 

 

da Voci dell’Aria – May Ziadeh

Associazione Culturale Exosphere PoesiArtEventi, di Simonetta Sambiase, Gabriella Gianfelici e Federica Galetto, in collaborazione con Eutopia Rigenerazioni Territoriali, nell’ambito della manifestazione PRIMAVERA DONNA 2016 organizza sabato 23 aprile alle ore 17.00, presso GHIRBA – Biosteria della Gabella, Via Roma 76, Reggio Emilia la presentazione dell’Antologia poetica femminile “VOCI DELL’ARIA”

Il Golem Femmina

may ziadeh, voci dell'aria, golemfemmina, il golem femmina, simonetta sambiase, met sambiase

da VOCI DELL’ARIA
Antologia di Poesia Femminile

UNA PICCOLA STORIA
di May Ziadeh
(1886-1941)

Non è il varo di una nuova nave
che non àncora la sua via per navigare
A leggero si prova un … un quasi piacere
è una quieta per l’anima affaticata
Così essa non è né lunga né spossante
nulla d’impenetrabile o di misterioso
lei è così, così piccola e, potrebbe essere, interessante!
Datemi ascolto ma in modo serioso….

(trad. S. Sambiase)

Datemi ascolto, ma in modo serioso... Sono versi che identificano parte del lavoro poetico giornalistico di May Ziadeh che con la sua poesia e i suoi scritti fu pioniera di una nuova identità femminile palestinese che ben si espresse nel 1921, quando alla conferenza egiziana “The goal of life” , May Ziadeh fece appello a tutte le donne arabe di aspirare alla libertà e di non chiudersi all’Occidente mantenendo pienamente la propria identità…

View original post 219 altre parole

Beneath this time – Sotto questo tempo

FARAGÓ GÉZA

art@ Farago Geza

 

 

I need a gloomy day beneath this time
and a fierce primrose to look after,
growing the stars’ lights in a large jar

I need to become a vision you master,
gradually increasing the power of
my anemone’s mouth

In the soft grass I swim

And no clouds can keep me calm
when I embrace the waves of your body
lying in that violet clump of pansies

In the deep bush of my garden
I swear
You are the dew and the flower
beneath this time

§

Ho bisogno di un giorno cupo sotto questo tempo
e di una primula feroce di cui prendermi cura,
nel crescere luci di stelle dentro una brocca
Ho bisogno di diventare visione che possiedi,
gradualmente accrescendo il potere della mia
bocca d’anemone
Nuoto nell’erba soffice
E non ci sono nubi che mi tengano calma
Quando abbraccio le onde del tuo corpo
a giacere in quel gruppo di viole purpuree
Nella profonda boscaglia del mio giardino
io giuro
che tu sei rugiada e sei fiore,
sotto questo tempo

Testo e traduzione di Federica Galetto