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Diari

tavoladautunno

 

Alle dieci del mattino, mentre l’aria si intiepidiva fra timidi raggi di sole, posato il bricco di tè sul fuoco respirai a fondo pensando all’ospite che, dal giorno precedente, non aveva più dato segni di vita. L’avevo lasciato nella stanza del primo piano che dava sul bosco, il fuoco acceso e la luce del giorno che filtrava opaca attraverso le tendine di pizzo. Doveva essere molto stanco, lo si capiva da quel modo di trascinarsi come per inerzia lungo il corridoio e le scale; non si trattava però solo di stanchezza fisica dovuta al viaggio che l’aveva portato sin qua, bensì di una stanchezza dell’anima, del vivere, dell’essere che lasciava presagire il bisogno di una cura. Di cura abbiamo tutti bisogno, pensai, e forse il cibo avrebbe potuto ricucire almeno in parte lo scollo interiore profondo che pareva affliggere quell’uomo. Non sapevo nè come nè perchè avvenisse, ma riuscivo a scorgere nelle persone il loro dolore. Non era che sapessi come fare, semplicemente ciò avveniva, e allora guardando meglio vedevo colori e forme intorno ai corpi, guizzi di luce, scampoli di buio, stelle o profonde caverne, spelonche nere e senza fine oppure roghi o verdi foglie rigogliose o ancora tutto questo insieme. Tentai di ricomporre quell’insieme smembrato cuocendo alcune mele sul fuoco. Nel farlo, credetti indispensabile aggiungere due pere dolci e zucchero di canna per legarle definitivamente le une alle altre. Alchimie di cucina terapeutica le chiamavo io, manovre da strega moderna, pensieri fecondi di salvezza. Poco dopo, tra il flebile sobbollire della frutta, udii un rumore secco avanzare in cucina e il volto del mio ospite affacciarsi dalla porta a vetri. Non sorrideva, ma salutò, lo sguardo curioso di chi voleva scoprire cosa bollisse in pentola.

(da Stralci d’Autore, Diari del prossimo romanzo, Novembre 2017)

 

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ANOUK – Video

Video trailer di “ANOUK”, romanzo di Federica Galetto, Flower-ed 2017

Buon Anno – Happy New Year

2015

Rebecca Guay
Rebecca Guay

Yeah…
All is quiet on New Year’s Day
A world in white gets underway
I want to be with you
Be with you night and day
Nothing changes on New Year’s Day
On New Year’s Day
I will be with you again
I will be with you again

europeUnder a blood red sky
A crowd has gathered in black and white
Arms entwined, the chosen few
The newspapers says, says
Say it’s true it’s true…
And we can break through
Though torn in two
We can be one
I will begin again
I…I will begin again

Europe-mapOh…
Maybe the time is right
Oh…maybe tonight…
I will be with you again
I will be with you again
And so we’re told this is the golden age
And gold is the reason for the wars we wage
Though I want to be with you
Be with you night and day
Nothing changes
On New Year’s Day

europemap

§

 Sir Stanley Spencer. Fire Alight, 1936

Sir Stanley Spencer. Fire Alight, 1936

finestraconneveL’ultima volta che ho visto

chiese

nell’ aria di ghiaccio prendere

voli fermi in tonde matrioske bianche sui gradini

e corvi spinti da ali brinate sui rami

era il 31 dicembre di un anno o di un altro

Non era così facile dirlo

Le case risalivano trasparenti sulle curve

l’occhio si distanziava dal fiato

Un mattino di solito addiaccio che s’era concluso

con tende tirate dentro al cappotto

Volevo quel che ieri volevo

nessuno a dirmi che sbagliavo

e allora la fine dell’anno sapeva mentendo

d’aver costruito ragnatele di sogno

ancorchè detestavo

guardar che finiva così il mio oggi

nel desiderio uguale di sempre

Era il 31 dicembre di quando

le parole da sole non bastavano

e il moto perpetuo chiamava il tuo nome.

GOD REST YE MERRY GENTLEMEN

God rest ye merry, gentlemen,
Let nothing you dismay
Remember Christ our Saviour
Was born on Christmas Day
To save us all from Satan’s power
When we were gone astray.

O tidings of comfort and joy,
comfort and joy;
O tidings of comfort and joy!

From God our Heavenly Father
A blessed angel came
And unto certain shepherds
Brought tidings of the same
How in that Bethlehem was born
The son of God by name
“Fear not,” then said the angel
“Let nothing you affright
This day is born a saviour
Of a pure virgin bright
To free all those who trust in him
From Satan’s pow’r and might”

The shepherds at those tidings
Rejoiced much in mind,
And left their flocks a-feeding
In tempest, storm and wind
And went to Bethlehem straightaway
This blessed babe to find

But when to Bethlehem they came
Whereat this infant lay
They found him in a manger
Where oxen feed on hay
His mother Mary kneeling
Unto the Lord did pray

Now to the Lord sing praises
All you within this place
And with true love and brotherhood
Each other now embrace
This holy tide of Christmas
All others doth deface

Bereite Dich, Zion

Fresh snow on the fields
and all along the trackfrost flowers blooming.
In the distance a single light
flickers and dies
Overhead the stars like golden fireflies
are winking in the forest of the night.

I have put on my corals and rubies
I have put on my robe of purest light
I have sewed my heart to the sleeve of my garment
Ich bin bereit.

§

Neve fresca sui campi

e  lungo tutta la strada

fiori di gelo in boccio.

In lontananza una luce sola

trema e muore

In cielo le stelle come lucciole d’oro

lampeggiano nella foresta della notte.

Ho messo i miei coralli e rubini

Ho indossato il mio abito di pura luce

Ho cucito il mio cuore alla manica del vestito

Ich bin bereit*

* Trad. dal tedesco: Sono pronta

Testo di Grace Andreacchi tratto dalla raccolta “Berlin Elegies”, Andromache Books, London,  2010

Traduzione di Bereite Dich, Zion di Federica Galetto

Immagine: Angie Rogers, Charcoal drawing, Winter Fields