Intervista a Federica Galetto: La neve e la libellula

LIMINA MUNDI

Questa intervista appartiene ad un’iniziativa del blog Limina mundi che intende dedicare la propria attenzione alle pubblicazioni letterarie (romanzi, racconti, sillogi, saggi ecc.) recenti, siano esse state oggetto o meno di segnalazione alla redazione stessa. Ciò con l’intento di favorire la conoscenza dell’offerta del mercato letterario attuale e degli autori delle pubblicazioni

La redazione ringrazia Federica Galetto, per aver accettato di rispondere ad alcune domande sulla sua opera: La neve e la libellula, Terra d’ulivi Edizioni, 2019

1. Ricordi quando e in che modo è nato il tuo amore per la scrittura?

La scrittura è dentro di me, da sempre. Nel tempo ho imparato a comprenderlo e dopo molti anni l’ho accolta e accettata come parte imprescindibile di me.

2. Quali sono i tuoi riferimenti letterari? Quali scrittori italiani o stranieri ti hanno influenzato maggiormente o senti più vicini al tuo modo di vedere la vita e l’arte?

Amo…

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ODE FROM A NIGHTINGALE – Cinque poesie dal nuovo libro di Federica Galetto tradotto da Chiara De Luca.

Il Golem Femmina

Questo libro è un dono che la Natura, il Silenzio e la Preghiera mi hanno fatto, è un omaggio alla mia lingua elettiva: l’inglese, lingua in cui nasce la silloge; i testi sono infatti bilingue, tradotti dall’inglese dalla bravissima Chiara De Luca che ha saputo con competenza e sensibilità traghettarli in Italiano. È una ricerca della parola nel vuoto del silenzio, nell’animo umano come specchio riflettente della natura che ci ospita. È un viaggio nel magma umano e nelle sue fragilità, ma anche un gioioso inno alla vita.
Federica Galetto.

***

WHAT I WANT

What I want is your presence
and your glance when I wake up
What I want is a calm breeze
in this hectic life,
a quiet beat of the earth
under my feet
No enemies knocking on my door
No solitude inside of my soul
Just a smile when it comes dark,
a melody of singing…

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Raymond Carver, spiegazione tecnica di un colpo al cuore

Raymond Carver, spiegazione tecnica di un colpo al cuore

Poetarum Silva

immagine google

Raymond Carver, spiegazione tecnica di un colpo al cuore

“Cerco di scrivere ogni racconto meglio che posso senza pensare a  chi influenzerò o a che tipo di impressione farò”. Prima di mettermi a scrivere questo articolo ho riletto alcuni racconti di Raymond Carver, scelti a caso in diversi libri, pensavo che dopo tante letture riuscissi a mantenere un distacco “tecnico”, ma non è così: Leggendo Carver si prova il classico colpo al cuore. Solo che qui il romanticismo non c’entra niente. Il colpo al cuore è scatenato da una miscela di ingredienti, che proverò ad analizzare per recuperare quel distacco tecnico necessario all’oggettività. Nessun gesto è casuale. I personaggi di Carver sono disposti nella scena (che si tratti di Motel, Abitazione, Bar, Automobile, Ospedale) in maniera precisa è qualunque gesto compiano non è mai per caso. Ogni azione racconta l’azione stessa ma anche altro. Se un uomo o una…

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Siate felici

BUON 8 MARZO

Il Golem Femmina

Lasciate i condizionali, i sensi di colpa, i bicchieri mezzi vuoti, i fossi alle strade.

Liberatevi delle insonnie, delle prepotenze, degli spazi sempre stretti .

Lasciate squillare i telefoni, arrestate i videocitofoni, gelate i forni.

Liberatevi dalle ruote da spostare, dalle incurie delle voci, dalle vite ignoranti.

Vestitevi di imperativi, di infiorescenze, di pause, di iperboli.

Scendete in piazza, tornate in viaggio, scivolate in amore.

Perdonatevi.

Si può arrivare al cielo da qualunque luogo si parta, lo hanno già scritto.

Siate felici.

Buon Otto Marzo.

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Per Mary Oliver- Bye Bye Swan

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Mary Oliver con il suo cane – photo@Rachel Giese Brown

cornicetta

 

The Swan

Did you too see it, drifting, all night, on the black river?

Did you see it in the morning, rising into the silvery air –

An armful of white blossoms,

A perfect commotion of silk and linen as it leaned

into the bondage of its wings; a snowbank, a bank of lilies,

Biting the air with its black beak?

Did you hear it, fluting and whistling

A shrill dark music – like the rain pelting the trees – like a waterfall

Knifing down the black ledges?

And did you see it, finally, just under the clouds –

A white cross Streaming across the sky, its feet

Like black leaves, its wings Like the stretching light of the river?

And did you feel it, in your heart, how it pertained to everything?

And have you too finally figured out what beauty is for?

And have you changed your life?

*

Il cigno

L’hai visto, vagabondare, tutta notte, sul fiume scuro?

L’hai visto la mattina, sollevarsi nell’aria argentata –

Una profusione di fiori bianchi,

un perfetto parapiglia di seta e lino come piegato

nella schiavitù delle sue ali; un cumulo di neve, un mucchio di gigli,

battendo l’aria con il suo becco nero?

L’hai sentito, acuto e fischiettante

una musica tetra e stridula – come la pioggia a dirotto sui rami – come una cascata

passare come una lama giù per le sponde buie?

E l’hai visto, infine, proprio sotto le nubi –

Una croce bianca svolazzante attraversare il cielo, le sue zampe

come foglie annerite, le sue ali come la luce allargata del fiume?

E l’hai sentito, nel tuo cuore, quanto sia parte di ogni cosa?

E hai infine compreso anche tu, lo scopo della bellezza?

E hai cambiato la tua vita?

*

 

Wild geese

You do not have to be good.

You do not have to walk on your knees

for a hundred miles through the desert, repenting.

You only have to let the soft animal of your body

love what it loves.

Tell me about despair, yours, and I will tell you mine.

Meanwhile the world goes on.

Meanwhile the sun and the clear pebbles of the rain

are moving across the landscapes,

over the prairies and the deep trees,

the mountains and the rivers.

Meanwhile the wild geese, high in the clean blue air,

are heading home again.

Whoever you are, no matter how lonely,

the world offers itself to your imagination,

calls to you like the wild geese, harsh and exciting–

over and over announcing your place

in the family of things.

*

 

Oche selvatiche

Non devi essere buono.

Non devi camminare sulle ginocchia

per cento miglia nel deserto, pentendoti.

Devi solo lasciare che il tenero animale del tuo corpo

ami ciò che ama.

Raccontami della disperazione, la tua, ed io ti racconterò la mia.

Nel frattempo il mondo va avanti.

Nel frattempo il sole e i limpidi sassolini di pioggia

si stanno muovendo attraverso il paesaggio,

sulle praterie e gli alberi alti,

le montagne e i fiumi.

Nel frattempo le oche selvatiche, in alto nell’aria limpida e blu,

stanno di nuovo facendo rotta verso casa.

Chiunque tu sia, non importa quanto solo,

il mondo  si offre alla tua immaginazione,

ti chiama come le oche selvatiche, forte e appassionatamente –

più e più volte annunciando il tuo posto

nella famiglia delle cose.

*

 

A Visitor

My father, for example,

who was young once

and blue-eyed,

returns

on the darkest of nights

to the porch and knocks

wildly at the door,

and if I answer

I must be prepared

for his waxy face,

for his lower lip

swollen with bitterness.

And so, for a long time,

I did not answer,

but slept fitfully

between his hours of rapping.

But finally there came the night

when I rose out of my sheets

and stumbled down the hall.

The door fell open

and I knew I was saved

and could bear him,

pathetic and hollow,

with even the least of his dreams

frozen inside him,

and the meanness gone.

And I greeted him and asked him

into the house,

and lit the lamp,

and looked into his blank eyes

in which at last

I saw what a child must love,

I saw what love might have done

had we loved in time.

 

*

Un visitatore

Mio padre, per esempio,

che una volta era giovane

e con gli occhi blu,

ritorna

nelle notte più buie

in veranda e bussa

selvaggiamente alla porta,

e se io rispondo

devo essere preparata

al suo volto di cera,

al suo labbro inferiore

gonfio di amarezza.

E così, per lungo tempo,

non ho risposto,

ma ho dormito a tratti,

tra le ore del suo bussare.

Ma alla fine venne la notte

in cui sgusciai fuori dalle lenzuola

e con passo incerto scesi nell’ingresso.

La porta si aprì

ed io seppi d’essere salva

e che potevo sopportarlo,

patetico e vuoto,

con persino il minore dei suoi sogni

congelato dentro sè,

senza più meschinità.

E lo accolsi e lo interrogai

dentro casa,

e accesi la lampada,

e lo guardai nei suoi occhi assenti,

nei quali vidi finalmente ciò che un bambino deve amare,

vidi ciò che l’amore avrebbe potuto fare

ci fossimo amati in tempo.

 

*-Mary Oliver (1935-2019)-*

Traduzione di Federica Galetto

cornicetta

la lepre entrò nel cerchio e balzando annottò

Pangea

La prima rassegna stampa delle più belle pagine culturali del pianeta

Neobar

"Noi non siamo mai esistiti, la verità sono queste forme nella sommità dei cieli." Pasolini

Gather Victoria

ANCESTRAL FOOD. HERBAL WISDOM. MAGICAL COOKERY. SEASONAL CELEBRATION.

ophelinhap

Literature, poetry, lots of books and just some stuff I write

CARTESENSIBILI

Quando il sole della cultura è basso i nani hanno l’aspetto dei giganti- Karl Kraus

floweredblog.wordpress.com/

flower-ed ~ Nella radice, per la quale ha vita il fiore

The Cabinet of Curiosity

Literature, Science, Art and Culture in the long Nineteenth-Century.

Damocle Edizioni Venezia

Bookshop / Casa editrice indipendente

Fotoamatori astigiani

Basta dire, ora si fa!

Sarah Emsley

writer & editor

Poethead

Attention is the rarest and purest form of generosity - Simone Weil

Federica Aceto

traduttrice

Vanessa's booknotes

Translator and author. Books are my cup of tea

Safe Souls

Poetry as a Homeland

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